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Detenzione di materiale pedopornografico (art. 600-quater C.P.) e Internet. Legislazione, casistica e questioni giurispudenziali.

Informazioni tesi

Criminologia e psichiatria forense
  Autore: Andrea Mecocci
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2007
Docente/Relatore: Mario Luberto
Istituito da: Università degli studi della Repubblica di San Marino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

Lo scopo di questo lavoro – in tema di computer crimes – è quello di focalizzare l’attenzione sulle particolari innovazioni della Legge 6 febbraio 2006 nr. 38 – Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet che ha sostanzialmente innovato alcune disposizioni già presenti nel Codice Penale, introdotto alcune norme a contenuto processuale, unitamente ad altre con finalità di prevenzione e contrasto al fenomeno della pornografia minorile. L’intervento di novellazione di alcune delle norme sanzionatorie di cui agli artt. 600 bis, 600 ter, 600 quater e 600 septies del codice penale, oltre alla introduzione di un nuovissimo art. 600 quater.1 c.p., ha come obiettivo di introdurre un ulteriore inasprimento del trattamento sanzionatorio nonché di semplificare (in ottica repressiva) la descrizione di alcune delle condotte vietate, anche mediante l'introduzione di espressioni sinonimiche o di definizioni espresse (si veda, in particolare la definizione di “pornografia virtuale” contenuta nell'art. 600 quater.1).
Si è quindi affrontata una casistica inerente i casi di punibilità fino a raggiungere “l’ipotesi peggiore” laddove il presunto pedofilo, a sua completa insaputa, si trova ad avere effettivamente salvate e accuratamente catalogate sul disco rigido del proprio computer immagini pedo-pornografiche, senza che mai abbia visitato, nemmeno per sbaglio, un sito pedofilo. In tale ipotesi egli ben difficilmente potrà dimostrare la proprio estraneità di fronte all’accusa di detenzione di materiale pedo-pornografico.
Sorgono quindi delle problematiche d’innocenza e le conseguenti questioni giurisprudenziali circa l’utilizzabilità del materiale probatorio raccolto durante le indagini della Polizia Giudiziaria.

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1 1. ALLE ORIGINI DELLA RETE 1.1 INTERNET: LA RETE DELLE RETI Internet (pronuncia Ìn-ter-net, composto del latino inter, “fra” e dell'inglese net, “rete”) è percepita come la più grande rete telematica mondiale, e collega alcune centinaia di milioni di elaboratori (computer) Nata negli anni ’60, alla fine della Guerra Fredda, come progetto del Dipartimento della difesa statunitense per lo sviluppo di una rete telematica decentrata, è stata messa a disposizione di impieghi civili all’inizio degli anni ‘90, collegando dapprima i principali centri universitari e raggiungendo poi, in modo ampio, l'utenza casalinga. Curiosa è la circostanza - storicamente documentata - secondo cui la definizione ufficiale di Internet viene coniata e pubblicata solo nel 1995, passati circa 35 anni dai primi esperimenti realizzativi, dopo approvazione all’unanimità, da parte della Federal Networking Council (“FNC”, oggi National Coordination Office for Information Technology Research and Development). Tra i partecipanti di quella sessione della FNC ci furono Vinton Cerf e Robert Kahn, giustamente ritenuti due tra le persone più direttamente responsabili della invenzione di Internet. Questa definizione, che potemmo considerare l'unica ufficiale, recita così: Internet è un sistema di informazione globale che: - è logicamente interconnesso da un “address space” unico e globale, basato sull’Internet Protocol (IP) o le sue successive estensioni/sviluppi; - è in grado di supportare la comunicazione tramite la “suite” Transmission Control Protocol /Internet Protocol (TCP / IP) o le sue successive estensioni/sviluppi, e/o altri protocolli compatibili con l'IP; - fornisce, utilizza o rende accessibili, sia pubblicamente che privatamente, servizi di comunicazione di alto livello stratificati e basati sulla correlata infrastruttura qui descritta.

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