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La metodologia Orff-Schulwerk e il ruolo formativo del linguaggio musicale nell’era del virtuale, secondo i parametri applicativi del [WGS]. Proposta di un approccio multisensoriale ed interattivo alla formazione.

Oggi numerosi scienziati sono concordi nel sostenere che l’ espressione musicale si presenta in perfetto equilibrio tra rappresentazione culturale da un lato, e vero e proprio istinto biologico e fisiologico dall’altro.
Secondo Isabelle Peretz il meccanismo alla base della comprensione della musica è innato e il suo sviluppo è successivamente aumentato dall’educazione e dall’ambiente culturale. Inoltre l’analisi musicale non attiva soltanto le aree uditive primarie, ma numerose altre zone tra cui il sistema limbico, il talamo, il cervelletto, le aree temporali. L‘orecchio dunque risulta essere un luogo privilegiato dell’ apprendimento.

Numerosi autori si sono dedicati alla ricerca sullo sviluppo dei processi cognitivi, ma sarà Bruner, e il Center of cognitive studies (nel quale collabora anche Chomsky, che con la sua grammatica generativa voleva dare una spiegazione di tipo innatistico al linguaggio) che arriverà ad una mediazione creativa e costruttiva tra le precedenti teorie e sarà il primo a riconoscere il potenziale narrativo del linguaggio e l’attività umana come attività di attribuzione dei significati.

Il seguente scritto si propone, partendo dallo Schulwerk di Carl Orff, primo grande impianto teorico di metodologia musicale, fino ad arrivare al [Parola, Gesto, Suono] progetto che prende le mosse dagli anni di studio approfondito del M° Marcello Napoli con la preziosa collaborazione della dott.sa Daniela Voto, di delineare un nuovo modo di fare formazione, musicale e non solo. [Parola, Gesto, Suono] che si propone, attraverso la musica e il gioco, combinati ai concetti di multisensorialità, sinestesia e tecnologie interattive; [Parola, Gesto, Suono] ci conduce attraverso un affascinante percorso che va dalle recenti scoperte neurologiche sulla memoria e sull’apprendimento, all’evoluzione dei concetti di sapere, formazione, comunicazione e conoscenza che oggi più che mai appaiono indissolubilmente interconnessi.

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5 Introduzione: l’orecchio come luogo privilegiato dell’apprendimento. Oggi numerosi scienziati sono concordi nel sostenere che l’ espressione musicale si presenta in perfetto equilibrio tra rappresentazione culturale da un lato, e vero e proprio istinto biologico e fisiologico dall’altro. Secondo Isabelle Peretz il meccanismo alla base della comprensione della musica è innato e il suo sviluppo è successivamente aumentato dall’educazione e dall’ambiente culturale. Inoltre l’analisi musicale non attiva soltanto le aree uditive primarie, ma numerose altre zone tra cui il sistema limbico, il talamo, il cervelletto, le aree temporali. L‘orecchio dunque risulta essere un luogo privilegiato dell’ apprendimento.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessia Benincasa Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.