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Realtà applicativa delle misure alternative alla pena e risocializzazione del reo

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Giorgi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei servizi giuridici
  Relatore: Silvia Fornari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

La genesi delle misure alternative è tradizionalmente individuata nella crisi della pena detentiva, per secoli medesima risposta a tutte le violazioni possibili della Legge Penale.
La pena detentiva della reclusione in carcere, che aveva sostituito la tortura e le pene corporali, respinte in nome dei principi umanitari e civili per spostare l’oggetto della pena dal corpo allo spirito (privazione della libertà), dopo secoli di splendore appariva come una soluzione esclusivamente afflittiva e non rieducativa, molto costosa e carente di rendimento sul piano della difesa sociale.
Nel concetto di trattamento penitenziario, comprendente le attività che regolano e assistono la privazione della libertà per l’esecuzione di una sanzione penale, rientrano le norme dirette a tutelare i diritti dei detenuti, i principi di gestione degli istituti penitenziari, le regole che attengono alle somministrazioni e prestazioni dovute ai privati della libertà .
Il legislatore, ritenuto che fino ad oggi per i reati più gravi non si è trovato un valido sostituto alla prigione, per una serie di comportamenti criminali minori, ha elaborato dei sistemi meno afflittivi, meno costosi e più utili alla rieducazione del reo ed al suo reinserimento sociale .

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5 La genesi delle misure alternative è tradizionalmente individuata nella crisi della pena detentiva, per secoli medesima risposta a tutte le violazioni possibili della Legge Penale. La pena detentiva della reclusione in carcere, che aveva sostituito la tortura e le pene corporali, respinte in nome dei principi umanitari e civili per spostare l’oggetto della pena dal corpo allo spirito (privazione della libertà), dopo secoli di splendore appariva come una soluzione esclusivamente afflittiva e non rieducativa, molto costosa e carente di rendimento sul piano della difesa sociale. Nel concetto di trattamento penitenziario, comprendente le attività che regolano e assistono la privazione della libertà per l’esecuzione di una sanzione penale, rientrano le norme dirette a tutelare i diritti dei detenuti, i principi di gestione degli istituti penitenziari, le regole che attengono alle somministrazioni e prestazioni dovute ai privati della libertà 1 . Il legislatore, ritenuto che fino ad oggi per i reati più gravi non si è trovato un valido sostituto alla prigione, per una serie di comportamenti criminali minori, ha elaborato dei sistemi meno afflittivi, meno costosi e più utili alla rieducazione del reo ed al suo reinserimento sociale 2 . Sul piano giuridico questo processo si è concretizzato in due categorie di misure: da un lato, quelle sospensive della pronuncia o della pena accompagnate da speciali condizioni accettate dal soggetto e, dall’altro, quelle degli arresti domiciliari, della semidetenzione, della semilibertà e dell’affidamento in prova, che costituiscono una alternativa alla pena 1 Cfr. AA.VV., Diritti dei detenuti e trattamento penitenziario, a cura di Grevi V., Ed. Zanichelli, Bologna, 1981. 2 Cfr. Di Gennaro G., Ordinamento Penitenziario e misure alternative alla Detenzione, Ed.Giuffrè, Milano, 1991. Introduzione

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Parole chiave

affidamento in prova
detenzione domiciliare
evoluzione storica della pena
la pena
misure alternative
reinserimento sociale
risocializzazione
sorveglianza

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