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Il mantenimento della funzione renale residua influenza l’outcome dei pazienti in emodialisi?

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Palmieri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e chirurgia
  Relatore: Daniele Maria Cusi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Diverse evidenze cliniche1-2 dimostrano che la funzione renale residua (FRR) influenzi l’outcome dei pazienti in dialisi. Gli studi CANUSA3 ed ADEMEX4 hanno evidenziato che nei pazienti in dialisi peritoneale la FRR influenza l’outcome più che la dose dialitica. Lo studio NECOSAD5 suggerisce che la FRR può essere un importante fattore predittivo di sopravvivenza per i pazienti in emodialisi (HD).
Scopo dello studio
End point primario: valutare l’impatto della FRR su morbilità e mortalità nei pazienti in HD.
End point secondario: valutare il ruolo del pre-dialisi (PreHD) sul mantenimento della FRR.

Pazienti e Metodi
Si tratta di uno studio prospettico osservazionale con tre anni di follow-up su pazienti incidenti in HD con valutazione di morbilità (giorni di ricovero), mortalità, declino della FRR, stato infiammatorio e nutrizionale, β2microglobulina, metabolismo Ca-P, quadro pressorio, modificazioni elettro- ed eco-cardiografiche. Dall’1/1/2005 al 31/12/2007 abbiamo arruolato 45 pazienti (36 M/9F, età media 65.3±12); di questi, 22 erano early referral (ER) e 23 late referral (LR). Le cause di nefropatia sono illustrate in figura 1. Le comorbidità all’ingresso nello studio sono illustrate in figura 2.

Pazienti e Metodi
Si tratta di uno studio prospettico osservazionale con tre anni di follow-up su pazienti incidenti in HD con valutazione di morbilità (giorni di ricovero), mortalità, declino della FRR, stato infiammatorio e nutrizionale, β2microglobulina, metabolismo Ca-P, quadro pressorio, modificazioni elettro- ed eco-cardiografiche. Dall’1/1/2005 al 31/12/2007 abbiamo arruolato 45 pazienti (36 M/9F, età media 65.3±12); di questi, 22 erano early referral (ER) e 23 late referral (LR). Le cause di nefropatia sono illustrate in figura 1. Le comorbidità all’ingresso nello studio sono illustrate in figura 2.
Pazienti e Metodi
Si tratta di uno studio prospettico osservazionale con tre anni di follow-up su pazienti incidenti in HD con valutazione di morbilità (giorni di ricovero), mortalità, declino della FRR, stato infiammatorio e nutrizionale, β2microglobulina, metabolismo Ca-P, quadro pressorio, modificazioni elettro- ed eco-cardiografiche. Dall’1/1/2005 al 31/12/2007 abbiamo arruolato 45 pazienti (36 M/9F, età media 65.3±12); di questi, 22 erano early referral (ER) e 23 late referral (LR). Le cause di nefropatia sono illustrate in figura 1. Le comorbidità all’ingresso nello studio sono illustrate in figura 2.

Risultati
Presentiamo le differenze statisticamente significative tra i dati relativi all’end-point secondario (44 pz a 3 mesi, 42 pz a 6 mesi e 33 pz a 12 mesi). VEDI TABELLA
Nel periodo di osservazione sono deceduti 4 pazienti (3 late referral).
Nel primo anno di trattamento si sono registrati 193 giorni di degenza nel gruppo LR contro 82 giorni nel gruppo ER.

Conclusioni
Il follow up PreHD consente di preservare più a lungo la FRR nei pazienti incidenti in HD.
Il mantenimento della FRR consente un miglior controllo dei volumi fino a 6 mesi, una migliore depurazione delle medie molecole a 12 mesi.
I “late referral” necessitano di 12 mesi di gestione in emodialisi per raggiungere una condizione di equilibrio.
I pazienti seguiti in PreHD presentano una minore incidenza di ricoveri nel primo anno di HD.

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3 Introduzione L’incidenza e la prevalenza dell’insufficienza renale cronica sono progressivamente aumentate negli ultimi anni e le evidenze scientifiche suggeriscono che tale tendenza si potrà confermare anche nei prossimi anni. Nonostante i continui progressi tecnologici e la puntualizzazione di strategie terapeutiche sempre più efficaci, la morbilità e mortalità dei pazienti in emodialisi rimangono ancora molto alte se confrontate con quelle della popolazione generale. Per questo motivo la ricerca si è concentrata sullo studio di possibili fattori di rischio che possano influenzare l’outcome clinico di questi pazienti. Negli ultimi anni gli sforzi maggiori del clinico si sono concentrati sulla correzione del sovraccarico dei volumi corporei, dell’anemia, della malnutrizione, dell’osteodistrofia, dell’infiammazione. Tuttavia, solo recentemente si sono presi in considerazione nuovi fattori, in particolare lo studio dello “status clinico” che caratterizza il paziente incidente in dialisi. Tale condizione è il risultato delle cure ricevute dal paziente durante il percorso pre-dialisi. A questo riguardo è stata introdotta la distinzione tra “late referral” ed “early referral”, in base alla durata del follow-up predialisi di ciascun paziente. I pochi studi presenti in letteratura confermano che i “late referral” iniziano la dialisi in condizioni cliniche decisamente più scadenti rispetto agli “early referral” con conseguente maggior rischio di morbilità cardiovascolare e generale e mortalità.

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Parole chiave

clearance creatinina
diuresi
emodialisi
funzione renale residua
outcome
pre-dialisi

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