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Heidegger e il principio völkisch

La tesi si presenta come la condivisione della critica del filosofo Parinetto (‘Gettare Heidegger’)alla filosofia heideggeriana ed al contempo l’ampliamento in senso dialettico della stessa.
Nello specifico essa tratta della connessione tra ontologia e nazismo nel pensiero di M. Heidegger ed è giocata su due piani: quello delle implicazioni politiche di Heidegger all’interno del movimento nazionalsocialista (esso risulterà appartenere all’ala massimalista del NSDAP) e quello della critica dei fondamenti su cui poggia la sua intera opera. Grazie a tutto il materiale analizzato al riguardo, tra cui la pubblicazione (inedita in Italia) da parte di E. Faye, dei venti seminari di schietta educazione politica tenuti da Heidegger tra il ’33 e il ’35, risulta difficile non sostenere l’elaborazione ontologica e la difesa ‘etica’ da parte di Heidegger del principio volkisch (comunità di razza) e più in generale dal definire la sua ontologia una nazi-teologia.

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3 Introduzione A trent’anni dalla morte, Martin Heidegger (1889-1976) continua ad alimentare il dibattito filosofico, a scatenare appassionate prese di posizione ed influire profondamente sull’evoluzione del pensiero contemporaneo. Il presente lavoro non propone semplicemente una ‘sorta’ di monografia filosofica distruttiva del ‘pensiero’ tout court di Heidegger, ma mette in luce la sua emblematica figura quale intellettuale ‘organico’, ossia ‘falso intellettuale’. Mi riferisco al ripensamento del ruolo dell’intellettuale nella storia, a partire dalla grande eredità gramsciana che è l’analisi dell’egemonia e del ruolo degli intellettuali organici. Ebbene, questa critica agli intellettuali ‘organici’ o ‘di stato’, l’ho ritrovata nel filo rosso che attraversa i lavori filosofici di Luciano Parinetto - da quelli che nel capitalismo nascente sostennero politicamente la caccia alle streghe, fino ad arrivare a Heidegger, che direttamente sostenne il regime nazista. In questo senso considero il saggio intitolato Gettare Heidegger come il testamento filosofico di Parinetto, perché mette in luce la figura di Heidegger (e, in qualche modo, anche quella degli heideggeriani) come intellettuale organico; a cui Parinetto chiede ragione delle sue responsabilità. Inoltre, considero assai proficua l’intera filosofia parinettiana; per il suo taglio antropologico e per la fondamentale categoria filosofica di diversità utilizzata in modo dialettico, che rappresenta, a mio avviso, una prospettiva filosofica rivoluzionaria, una ‘linea di fuga’ dagli sterili dibattiti accademici che gettano nel discredito l’intera filosofia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Dambrosio Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.