Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'importanza del tirocinio nella scuola d'oggi

“La valorizzazione dell’eccellenza non deve limitarsi solo agli studenti particolarmente dotati; va però aggiunto che una formula parimenti inadeguata sarebbe anche quella di un insegnamento ordinato alla media degli studenti con un sapere che vada bene per tutti. Un corso che concili le due esigenze è l’unico che possa servire a coltivare e ad onorare nel contempo la diversità dei talenti che dobbiamo educare”.
(J.Bruner)

Presentazione
Non sfugge a nessuno che la società di oggi sia caratterizzata – tra i tanti aspetti – soprattutto dai “saperi innovativi”.
In ogni campo, da quello scientifico a quello artistico, dalla telematica alle comunicazioni, è un “continuum” di cambiamenti–innovazioni, con la conseguenza che ciò che valeva ieri vale poco oggi e quasi nulla domani.
Anche la Scuola, coinvolta dalla frenesia della “società in trasformazione”, in pochi anni si è trovata a passare da un rassicurante “immobilismo giurassico” a una smaniosa “innovazione pantagruelica”, fagocitatrice delle necessarie sedimentazioni che il nuovo richiede.
Delle molte mutazioni avvenute nel suo interno, qui se ne sottolineano alcune: massificazione scolastica; aumento del tempo di scolarizzazione e del tempo scuola; “affido”, sempre più grave alla scuola del ruolo educativo con abdicazione della famiglia; invadenza della burocrazia; interventi politici rapsodici e non duraturi…
Oggi è in “questa scuola” – con tutte le sue solidità e le sue fragilità che il docente viene ad operare ed è in “questa scuola” che ci piace insegnare, forse perché – sulla scia di Mario Lodi – continuiamo a ritenere “l’insegnamento il mestiere più bello e più difficile del mondo”.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 “La valorizzazione dell’eccellenza non deve limitarsi solo agli studenti particolarmente dotati; va però aggiunto che una formula parimenti inadeguata sarebbe anche quella di un insegnamento ordinato alla media degli studenti con un sapere che vada bene per tutti. Un corso che concili le due esigenze è l’unico che possa servire a coltivare e ad onorare nel contempo la diversità dei talenti che dobbiamo educare”. (Bruner) Presentazione Non sfugge a nessuno che la società di oggi sia caratterizzata – tra i tanti aspetti – soprattutto dai “saperi innovativi”. In ogni campo, da quello scientifico a quello artistico, dalla telematica alle comunicazioni, è un “continuum” di cambiamenti–innovazioni, con la conseguenza che ciò che valeva ieri vale poco oggi e quasi nulla domani. Anche la Scuola, coinvolta dalla frenesia della “società in trasformazione”, in pochi anni si è trovata a passare da un rassicurante “immobilismo giurassico” a una smaniosa “innovazione pantagruelica”, fagocitatrice delle necessarie sedimentazioni che il nuovo richiede. Delle molte mutazioni avvenute nel suo interno, qui se ne sottolineano alcune: massificazione scolastica; aumento del tempo di scolarizzazione e del tempo scuola; “affido”, sempre più grave alla scuola del ruolo educativo con abdicazione della famiglia; invadenza della burocrazia; interventi politici rapsodici e non duraturi… Oggi è in “questa scuola” – con tutte le sue solidità e le sue fragilità che il docente viene ad operare ed è in “questa scuola” che ci piace insegnare, forse perché – sulla scia di Mario Lodi – continuiamo a ritenere “l’insegnamento il mestiere più bello e più difficile del mondo”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Lucia D'orsi Contatta »

Composta da 253 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8146 click dal 28/10/2008.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.