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La ''Vita di santa Eugenia'' nel contesto anglosassone

La "Vita di santa Eugenia", scritta intorno all'anno 1000 da Aelfric of Eynsham, grande letterato anglosssone, si inserisce in un'epoca di rinnovamento del monachesimo benedettino. Questo ha la sua massima espressione nella Scuola di Winchester, un centro di fervente attività letteraria dedito alla traduzione delle opere di maggior valore religioso dell'epoca. La Vita della santa riconduce alla tradizione agiografica orientale della cosiddetta monachoparthenia, ovvero della vergine che si traveste da monaco. Il nostro autore opera una mediazione dell'originale latino collocando la sua versione nella specificità del lessico tipicamente winchesteriano. Il tema trattato porta ad una successiva riflessione sulla condizione socio-culturale della donna nel passaggio dall'antichità al Medioevo, influenzata anche dalla diffusione del Cristianesimo.

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Introduzione    INTRODUZIONE L’agiografia conobbe una notevole fioritura come genere letterario lungo tutto il Medioevo e una congerie di manoscritti medievali riportano biografie più o meno attendibili di santi e martiri riconducibili ai primi secoli del Cristianesimo. I santi rappresentavano degli exempla di dedizione a Cristo per tutti coloro che desideravano inseguire modelli di perfezione spirituale. La nascita del monachesimo in Oriente e la sua graduale diffusione in Occidente, accompagnata dalla missione di evangelizzazione delle popolazioni europee e non, contribuì notevolmente alla crescita dell’interesse nei riguardi dei temi di natura agiografica e in generale a carattere religioso, e all’affermarsi del culto di santi confessori a fianco ai martiri dei primi secoli. La Vita di santa Eugenia, scritta intorno all’anno 1000 da Ælfric, abate di Eynsham e grande letterato anglosassone, si inserisce in un’epoca di rinnovamento del monachesimo benedettino che ha la sua massima espressione nella cosiddetta Scuola di Winchester, un centro di fervente attività letteraria che si sviluppa già a partire dal secolo precedente con la creazione da parte di re Alfredo il Grande di un circolo di traduttori di formazione religiosa, dediti appunto alla traduzione delle opere di maggior valore religioso dell’epoca. Ælfric attinge a varie collezioni per scrivere le biografie di santi e sante che poi andranno a formare l’opera delle Lives of Saints, utilizzando la forma stilistica della prosa ritmica rinforzata dall’allitterazione e una lingua che non è il latino, bensì il volgare, la 2  

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Michela Palumbo Contatta »

Composta da 214 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.