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La nuova disciplina della liquidazione nelle società di capitali

La liquidazione, intesa come il processo complesso finalizzato al soddisfacimento dei creditori sociali, con successiva ripartizione dell’attivo residuo tra i soci, costituisce la fase finale della vita sociale, a cui fa seguito l’estinzione della stessa. La liquidazione interviene per il decorso del termine (quando, raggiunto il termine originariamente fissato dai soci, esso non sia rinnovato), per il conseguimento dell’oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, oppure nei casi di disfunzione dell’assemblea (per impossibilità di funzionamento o sua continuata inattività). La liquidazione inoltre può giungere a causa della riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, nelle ipotesi previste dagli articoli 2437-quater c.c. e 2473 c.c., per le altre cause previste dallo statuto, dall’atto costitutivo o in generale dalla legge, oppure semplicemente per volontà dei soci, attraverso una specifica deliberazione assembleare. In seguito al verificarsi di una qualsiasi delle suddette cause di scioglimento contemplate nell’art. 2484 c.c., scatta la fase liquidatoria in senso stretto, organizzata, diretta e gestita dai liquidatori, a cui si affiancano altri organi ai quali si farà riferimento. Oltre alla rappresentanza della società, essi ereditano la carica degli amministratori, ma la loro funzione è completamente mutata: l’obiettivo principale diventa quello di rendere liquido l’intero attivo patrimoniale al fine di pagare i debiti e distribuire il residuo tra i soci. Al liquidatore è pertanto affidato il duplice compito di fare in modo che tutti i creditori siano soddisfatti e di ottenere il maggior profitto dall’opera liquidatoria, per massimizzare il beneficio dei soci. Risultati che possono naturalmente essere migliorati dalla diligenza del liquidatore, ma che sono determinati soprattutto dall’entità e dalla qualità del patrimonio che gli viene affidato. Di fronte ai soci e ai terzi creditori, i liquidatori assumono responsabilità simili a quelle degli amministratori, in una situazione che è molto spesso resa difficile e delicata dalla scarsità di mezzi finanziari a loro disposizione.
Terminata la fase liquidatoria, segue la cancellazione della società dal registro delle imprese, processo conclusivo di un iter complesso e duraturo che terminerà con l’estinzione della società.
Data l’importanza che l’intero processo liquidatorio, brevemente riassunto, assume per soci, creditori e terzi, il legislatore, attraverso il d. lgs. n° 6 del 17 gennaio 2003, ha introdotto una disciplina organica dello scioglimento, della liquidazione e dell’estinzione comune a tutte le società di capitali, novellando il relativo comparto normativo compreso nel Codice Civile del 1942.
Si è proceduto ad una riallocazione dell’intera normativa in un capo autonomo (il Capo VIII), all’interno del Titolo V, Libro V riformato, interamente dedicato allo “Scioglimento e liquidazione delle società di capitali”.

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3 CAPITOLO PRIMO Scioglimento della società di capitali

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Guerra Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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