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La donna in al-Andalus: aspetti storici e contemporanei

Informazioni tesi

  Autore: Maria Chiara Baldini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Silvia Betti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

L’identità spagnola è legata a doppio filo al suo passato islamico, in un rapporto conflittuale con ciò che è identità nazionale ed alterità, apportata dal colonizzatore, odiato perchè diverso ed invasore, ma anche ammirato per l’ingente patrimonio donato ai posteri. Oggigiorno questo schema assai semplice sembra ripetersi; dopo più di cinquecento anni il ritorno del Islam in Spagna, grazie agli immigrati d’origine magrebina ed alle leggi sulla libertà religiosa, si pone in netto contrasto con il recente passato spagnolo, incentrato sull’ideologia di una nazione, una religione, quella cattolica, ed un’etnia. Ciò costituisce l’idea di fondo sulla quale ho sviluppato l’ultimo capitolo, affrontando gli aspetti contraddittori che contraddistinguono la Spagna odierna, curiosa nei confronti del suo passato moresco, ma anche in un rapporto di tensione nei confronti degli immigrati di fede musulmana, che rivendicano i loro diritti.
Un esempio di questo stato di cose è generato dal dibattito sull’uso del velo per le donne islamiche: se nell’epoca di al-Andalus il velo hijab veniva usato come ornamento per le nobili di classe sociale alta, oggi è spesso visto come indumento improprio per una società occidentale e laica come la Spagna contemporanea. Così si produce il paradosso di una società che si considera aperta alla diversità, ma che fatica ad accettare certe usanze. Ho anche analizzato in breve la situazione legislativa che è stata creata dopo la dittatura franchista (1939-1975), che dovrebbe promuovere l’identità islamica al pari di quella cristiana.
In questo viaggio tra passato e presente, ho dato risalto alla figura della donna in relazione al suo particolare rapporto con la cultura e religione islamica. Per fare questo, ho dedicato i capitoli centrali del manoscritto alle donne andalusí, con particolare riferimento all’istituzione matrimoniale e ai lavori che praticavano fuori e dentro l’ambiente domestico.
Infine, il primo capitolo è totalmente incentrato sulla storia e cultura andalusí. Mi è parso fondamentale dedicare varie pagine a questo argomento, che rappresenta l’essenza storica della presenza islamica in Spagna, soffermandomi anche sui canoni religiosi musulmani che tanto hanno influenzato la società e le donne di al-Andalus e che tutt’ora costituiscono la base irrinunciabile degli stili di vita dei musulmani spagnoli e degli immigrati magrebini.


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4 INTRODUZIONE Questa ricerca nasce dall’amore che ho sempre provato verso la lingua e cultura spagnola, una passione nata da un viaggio nel cuore dell’Andalusia. Il mio intento era quello di andare oltre l’apparenza o lo stereotipo che vuole fissare l’essenza della cultura spagnola in poche manifestazioni assai note, come il flamenco o la corrida. La Spagna è molto più di tutto ciò; è il risultato di numerose influenze etnico- culturali mescolate ed intrinsecamente unite in un punto remoto ed indefinito del suo passato. Tale convergenza di popoli e di fedi ha prodotto diverse influenze reciproche, per esempio fra la musica orientale e l’europea, fra la poesia araba e la lirica romanza, fra la religione islamica e la cristiana. Il nord del paese ha un ricco retaggio celtico che ben si sposa alle nebbie ed ai prati verdi di Galizia e Cantabria; di converso il sud propone al visitatore uno spettacolo assai diverso, un ambiente mediterraneo frutto di secoli di dominazione araba, che ha lasciato un’impronta indelebile percepibile nelle calles di Málaga, di Torremolinos o di una qualsiasi città meridionale. Guardando i coloratissimi azulejos 1 , i patii, e le strutture architettoniche degli edifici, appaiono chiari i lasciti di quella grandiosa civiltà chiamata al-Andalus. L’identità spagnola è, quindi, legata a doppio filo al suo passato islamico, in un rapporto conflittuale con ciò che è identità nazionale ed alterità, apportata dal colonizzatore, odiato perchè diverso ed invasore, ma anche ammirato per l’ingente patrimonio donato ai posteri. Oggigiorno questo schema assai semplice sembra ripetersi; dopo più di cinquecento anni il ritorno del Islam in Spagna, grazie agli immigrati d’origine magrebina ed alle leggi sulla libertà religiosa, si pone in netto contrasto con il recente passato spagnolo, incentrato sull’ideologia di una nazione, una religione, quella cattolica, ed un’etnia. Ciò costituisce l’idea di fondo sulla quale ho sviluppato l’ultimo capitolo, affrontando gli aspetti contraddittori che contraddistinguono la Spagna odierna, curiosa nei confronti del suo passato moresco, ma anche in un rapporto di tensione nei confronti degli immigrati di fede musulmana, che rivendicano i loro diritti. 1 L’azulejo è un tipico ornamento dell’architettura portoghese e spagnola consistente in una piastrella di ceramica, generalmente di forma quadrata e con una superficie smaltata e decorata. L’utilizzo degli azulejos è vario: l’insieme delle varie piastrelle può dar forma a giochi e figure geometriche utili per la decorazione di interni ma anche utilizzabile per le mura esterne di chiese, palazzi o anche per scalinate. Al- zulaiy è la parola araba dalla quale ebbe origine il termine che designava una piccola pietra liscia e levigata, usata dai musulmani nel Medioevo; altri studiosi sono propensi a credere che il termine abbia attinenza con lo spagnolo azul, in quanto le piastrelle sono spesso di colore azzurro o verde acqua. In pieno XXI secolo, l’azulejo continua ad essere usato con successo dalle correnti artistiche più all’avanguardia (Vian 1980: 29).

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Parole chiave

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