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Janice Kulyk Keefer, Midnight Stroll: proposta di traduzione e commento

La mia tesi è incentrata sulla proposta di traduzione e il commento di Midnight Stroll, una raccolta di poesie della scrittrice canadese Janice Kulyk Keefer.
La tesi si compone di tre parti: la traduzione delle tre sezioni da cui è formata Midnight Stroll (Midnight Stroll, Etty Hillesum e The Waste Zone), la versione originale e il commento.
Nel commento si trovano notizie sull'autrice, i temi trattati e un'introduzione critica all'opera, un commento linguistico formato da una parte introduttiva teorica, con nozioni riguardanti il testo poetico, teoria della traduzione e la traduzione letteraria e infine un'analisi incentrata più da vicino su Midnight Stroll e in particolare sui problemi e le strategie di traduzione.

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di 1.Parte prima: Midnight Stroll, Traduzione. 1.1 Passeggiata di Mezzanotte Mamma Mississauga incontra l’Artista che Sapeva Troppo Come un ciclone: giro Finché non mi gira la testa più che a Doris McCarthy gemellata con Doris Day. Fatico a reggere il pennello, a tenere dritto il sacchetto della spesa. In ogni caso ho superato da tempo l’innocenza, sia tecnica che sessuale. Conosco i miei quadri come conosco la mia pelle, tutta bende e onde, screziature, fossette, smagliature. So quello che la pittura e l’amore possono e non possono fare. Alla fine, tutto si riduce a tappeti & tendaggi: terra e aria. Pelliccia? Sta in mezzo: straccio in cui ti arrotoli, drappo per spalle nude. Pelle morta di animale morto, divenuta la nostra seconda, più saggia pelle. Travestimento per la carne innamorata del villano: caduta in basso. Non mi fraintendere, non c’è nulla che si presti di più a essere dipinto (Rubens, Rembrandt, Lucian Freud) ma metà di me preferisce citare Clinique: Anti-Gravity Firming Lift Cream. L’altra metà è alla ricerca —di che altro—se non della Verità! Degli oggetti materiali, dell’effetto dell’atmosfera sugli oggetti materiali, del modo in cui la luce fende la diagonale di lenzuola tese; scorta una lunghezza di corda sul retro nero di una ghigliottina. Possesso, ri- produzione di oggetti materiali, su tela o su sacchetti per la spesa di tela. Una volta ero l’Imperatrice delle Immacolate concezioni, madonna con il visone lungo fino ai piedi. Portavo i tacchi a spillo, il rossetto non mi si scioglieva sui denti, il santo marito esibivo come l’Anticristo dalle mani guantate di gioielli. Auto-parodia, auto-ritratto —persino questo fantasma grigio proiettato su una porta chiusa da un lucchetto. Ora la cena è finita, gli ospiti se ne sono andati, e Cenerentola intona un canto triste per lenzuola spiegazzate e inchiodate al letto: trappole per immagini che non riesce a dominare, una carrozzina piena, più il seguito. Nessuna madre avrebbe potuto dar loro nome migliore, disegnarli 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Valentina Morana Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4777 click dal 03/11/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.