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Il danno morale da ''vacanza rovinata'' nell'ordinamento comunitario

Oggi le vacanze hanno assunto una specifica funzione economica e sono divenute importanti per la qualita' della vita della persona: tale rilevanza sociale del fenomeno turistico mi ha indotta a prendere in esame tale argomento nella mia tesi.
In particolare mi soffermero' sul valore che viene attribuito alle aspettative del turista di trarre dal viaggio un qualche beneficio: il turista e' fruitore di servizi turistici che devono assolvere la funzione di rigeneratore fisiologico, catalizzatore ed integratore culturale, se cosi non fosse il turista ha il diritto di ottenere un equo risarcimento del danno per "il tempo male utilizzato".
Il danno da vacanza rovinata viene riconosciuto al turista, nell' ordinamento tedesco e statunitense; solo ultimamente nell' ordinamento italiano.
Infatti, i consumatori-turisti fanno valere il loro diritto al turismo, informandosi sempre piu' ed evitando cosi di farsi ingannare dagli agenti di viaggi piu' maliziosi. La complessita' e la poliedricita' del fenomeno turistico e' inerente al proprio aspetto interdisciplinare dal momento che esso e' collegato ad altre discipline: psicologia, sociologia, statistica, economia, ecc.
Lo scenario del fenomeno turismo si prospetta decisamente favorevole per la sua valenza non solo economica ma anche culturale e sociale nel contesto dell'integrazione europea.ed e' proprio in virtu' di queste due caratteristiche che il turismo con il passare del tempo si e' imposto all' attenzione del legislatore comunitario che ha avvertito sempre di piu' l' esigenza di dare all' attivita' turistica una disciplina giuridica sempre piu' ampia e articolata soprattutto in vista di tutelare il consumatore-turista, che e' la parte contrattuale piu' debole: si guardi la direttiva CEE 13 giugno 1990, n. 314, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti "tutto compreso", resa esecutiva nell'ordinamento giuridico italiano dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111

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consumatore-turista,che è la parte contrattuale più debole: si guardi la direttiva CEE 13 giugno 1990, n. 314, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”, resa esecutiva nell’ordinamento giuridico italiano dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111. Il presente lavoro è strutturato in tre capitoli. Il capitolo primo si soffermerà sul diritto al turismo e sulle sue finalità e in modo particolare si metteranno in evidenza le analogie e le differenze tra la Convenzione Internazionale relativa al contratto di viaggio e la Direttiva n. 90/314/CEE. Il capitolo secondo si focalizzerà sul decreto legislativo n. 111/1995 attuativo della direttiva CEE ed in particolare sugli obblighi contrattuali che riguardano le due parti interessate. Il cuore del lavoro sarà certamente rappresentato dal capitolo terzo, nel quale si tratterà del c.d. danno da vacanza rovinata (danno non patrimoniale) ed in particolare si esaminerà il primo caso di risarcibilità del danno da vacanza rovinata nell’ordinamento comunitario e due casi recenti nell’ordinamento giuridico italiano. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giusi Loconsolo Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.