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Millennium development goals: quali ostacoli al loro raggiungimento?

Informazioni tesi

  Autore: Sara Pagani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Enrico Marelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

Il 2008 è un anno molto importante per la comunità internazionale, in quanto si colloca temporalmente a metà strada del periodo (2000-2015) durante il quale essa è tenuta ad impegnarsi attivamente per il raggiungimento degli ―Obiettivi di Sviluppo del Millennio‖. Si tratta di otto traguardi, misurabili e inequivocabili, contenuti nella ―Dichiarazione del Millennio‖ che i Capi di Stato e di Governo di tutti gli Stati membri dell’ONU hanno sottoscritto nel settembre del 2000. L’attuale situazione, benché estremamente eterogenea, evidenzia chiaramente alcuni preoccupanti rallentamenti e ritardi che mettono seriamente a rischio il loro effettivo raggiungimento entro il 2015. Alla luce di ciò, questa tesi intende illustrare gli ostacoli che oggi permangono alla realizzazione di tali obiettivi, concentrandosi principalmente su due di essi: l’OSM 1 ―Estirpare la povertà estrema e la fame‖ e l’OSM 8 ―Sviluppare un’alleanza globale per lo sviluppo‖. Scopo di questo lavoro è di presentare un’analisi della situazione attuale, evidenziando gli elementi di criticità che la caratterizzano, e di fornire spunti di riflessione che aiutino a comprendere l’efficacia o meno della strada intrapresa dalla comunità internazionale. A tal fine, data l’attualità del tema trattato, gli strumenti utilizzati per la stesura di questa tesi comprendono studi economici recenti, documenti elaborati da organismi internazionali (soprattutto nell’anno in corso) e articoli tratti da quotidiani economici e non. Ho ritenuto opportuno suddividere la tesi in tre capitoli corrispondenti alle tre grandi aree trattate e tra loro correlate:
1. L’attuale crisi alimentare.
2. Politiche agricole, politiche commerciali e influsso dell’esplosione dei prezzi delle derrate sull’esito del Doha Round.
3. L’onere del debito gravante sui Paesi del Sud del mondo.
Nel primo capitolo, dopo una panoramica generale della dimensione del fenomeno che minaccia il raggiungimento del primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, procedo ad analizzarne le cause principali, facendo riferimento soprattutto all’acceso dibattito sui biocarburanti che ha coinvolto, e coinvolge tuttora, l’intera comunità internazionale. Poiché questo problema è molto acuto nei Paesi asiatici in via di sviluppo, a causa della rapida crescita economica unita a quella della popolazione, concentro la mia attenzione sui programmi di sviluppo di biocarburanti adottati da questi Stati, presentando i loro effetti sui mercati agricoli mondiali. Il capitolo prosegue mostrando le conseguenze sui Paesi poveri dell’aumento globale dei prezzi dei generi alimentari e i programmi adottati dai Governi degli Stati più colpiti per
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fronteggiare la crisi. Infine, vengono presentate le possibili soluzioni, di breve e lungo periodo, proposte quest’anno dalla comunità internazionale durante il Forum mondiale dell’industria agro-alimentare, nel corso del vertice ONU in Svizzera e nella Conferenza della FAO sulla Sicurezza alimentare mondiale che si è svolta a Roma dal 3 al 5 giugno. Il secondo capitolo può essere suddiviso in due parti principali. Nella prima analizzo le caratteristiche del Doha Round e la sua tormentata evoluzione temporale che, passando attraverso la sospensione formale dichiarata dal direttore generale della WTO nel luglio 2006, si è conclusa con un nulla di fatto nel summit di Ginevra del luglio scorso. Soffermandomi proprio sulla sospensione del 2006, propongo una serie di spunti di riflessione sul processo di liberalizzazione commerciale che possono derivarne e una simulazione del potenziale impatto sui Paesi in via di sviluppo di alcuni possibili risultati del Round che si differenziano per l’entità della liberalizzazione. La seconda parte verte sul ruolo dell’agricoltura nei Least Developed Countries (LDCs) e sulle conseguenze che le politiche di sostegno agricolo europee e statunitensi hanno su tali Paesi.
Nel terzo e ultimo capitolo esamino la questione del debito gravante sui Paesi del Sud del mondo: un problema da risolvere per raggiungere l’ottavo Obiettivo di Sviluppo del Millennio. Dopo aver accennato alle cause della sua formazione, mi soffermo ad analizzare il suo impatto sulla crescita economica in alcuni Paesi dell’America Latina e dell’Asia. Infine, presento tre recenti programmi di sgravio del debito: il ―Brady Plan‖ del 1989, l’―Iniziativa Heavily Indebted Poor Countries‖ del 1996 e la ―Multilateral Debt Relief Initiative‖ del 2005. Di ciascuno analizzo le conseguenze concentrandomi poi, in particolare, sulla capacità o meno dell’ultima iniziativa di stimolare lo sviluppo economico dei Paesi più poveri del mondo e di aumentare le risorse spese per i servizi sociali negli Heavily Indebted Poor Countries africani.

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III Introduzione Il 2008 è un anno molto importante per la comunità internazionale, in quanto si colloca temporalmente a metà strada del periodo (2000-2015) durante il quale essa è tenuta ad impegnarsi attivamente per il raggiungimento degli ―Obiettivi di Sviluppo del Millennio‖. Si tratta di otto traguardi, misurabili e inequivocabili, contenuti nella ―Dichiarazione del Millennio‖ che i Capi di Stato e di Governo di tutti gli Stati membri dell’ONU hanno sottoscritto nel settembre del 2000. L’attuale situazione, benché estremamente eterogenea, evidenzia chiaramente alcuni preoccupanti rallentamenti e ritardi che mettono seriamente a rischio il loro effettivo raggiungimento entro il 2015. Alla luce di ciò, questa tesi intende illustrare gli ostacoli che oggi permangono alla realizzazione di tali obiettivi, concentrandosi principalmente su due di essi: l’OSM 1 ―Estirpare la povertà estrema e la fame‖ e l’OSM 8 ―Sviluppare un’alleanza globale per lo sviluppo‖. Scopo di questo lavoro è di presentare un’analisi della situazione attuale, evidenziando gli elementi di criticità che la caratterizzano, e di fornire spunti di riflessione che aiutino a comprendere l’efficacia o meno della strada intrapresa dalla comunità internazionale. A tal fine, data l’attualità del tema trattato, gli strumenti utilizzati per la stesura di questa tesi comprendono studi economici recenti, documenti elaborati da organismi internazionali (soprattutto nell’anno in corso) e articoli tratti da quotidiani economici e non. Ho ritenuto opportuno suddividere la tesi in tre capitoli corrispondenti alle tre grandi aree trattate e tra loro correlate: 1. L’attuale crisi alimentare. 2. Politiche agricole, politiche commerciali e influsso dell’esplosione dei prezzi delle derrate sull’esito del Doha Round. 3. L’onere del debito gravante sui Paesi del Sud del mondo. Nel primo capitolo, dopo una panoramica generale della dimensione del fenomeno che minaccia il raggiungimento del primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, procedo ad analizzarne le cause principali, facendo riferimento soprattutto all’acceso dibattito sui biocarburanti che ha coinvolto, e coinvolge tuttora, l’intera comunità internazionale. Poiché questo problema è molto acuto nei Paesi asiatici in via di sviluppo, a causa della rapida crescita economica unita a quella della popolazione, concentro la mia attenzione sui programmi di sviluppo di biocarburanti adottati da questi Stati, presentando i loro effetti sui mercati agricoli mondiali. Il capitolo prosegue mostrando le conseguenze sui Paesi poveri dell’aumento globale dei prezzi dei generi alimentari e i programmi adottati dai Governi degli Stati più colpiti per

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