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Valutazione delle risorse idriche in un'area urbanizzata: l'esempio del bacino dell'Urcionio

Il lavoro svolto ha permesso di effettuare un’analisi preliminare sulla valutazione quantitativa delle risorse idriche che interessano la città di Viterbo.
La letteratura scientifica dalla quale è stato avviato il presente studio aveva riscontrato la necessità di un’analisi più approfondita che tenesse conto dei problemi dell’urbanizzazione nello schema idrogeologico della città.
A tale proposito è stato selezionato un bacino idrografico che raccoglie al suo interno un volume rappresentativo del deflusso idrico attraversante l’area urbanizzata: il bacino dell’Urcionio alla sezione di chiusura del depuratore della città.
L’analisi è stata svolta relativamente all’anno idrogeologico Settembre 2003-Agosto 2004 ed è stata finalizzata alla risoluzione dell’equazione del bilancio idrologico. Come primo passo, dunque, sono stati acquisiti i valori giornalieri di precipitazione e di temperatura che hanno interessato il bacino. Successivamente, per la valutazione dei termini componenti l’equazione del bilancio idrologico sono stati applicati i metodi idrogeologici tratti dalla bibliografia. Tali metodi sono: la scomposizione dell’idrogramma fluviale per la stima del deflusso di base (Db = 0,230 m3/sec ); l’attribuzione del Coefficiente di Infiltrazione Potenziale all’area di studio per la valutazione del ruscellamento (R = 0,088 m3/sec) e dell’infiltrazione efficace (I = 0,205 m3/sec); l’applicazione della relazione di Tornthwaite-Mather per il calcolo dell’evapotraspirazione potenziale (Ep = 0,495 m3/sec) e reale (Er = 0,343 m3/sec) ; l’applicazione della legge di Darcy per la stima della portata della falda nel dominio esaminato (Q = 0,170 m3/sec).
Parallelamente a queste indagini è stata elaborata una carta dell’uso del suolo in ambiente GIS che ha permesso di valutare l’estensione delle aree agricole al fine di quantificare le perdite nette delle risorse idriche dall’acquifero dovute all’irrigazione.
La risoluzione del bilancio idrologico relativo al bacino superficiale è stata affrontata separatamente da quello per le acque sotterranee (fig. 2) a causa della loro mancata corrispondenza spaziale.
Essi hanno fornito, seppure in riferimento ad un anno idrologico specifico, dei risultati interessanti. Per quanto riguarda le acque sotterranee, l’acquifero interno al bacino idrografico non è sovrasfruttato in quanto le entrate (0,236 m3/sec) risultano prossime alle uscite ( 0,220 m3/sec).
Per le acque recapitate nell’alveo dell’Urcionio alla sezione considerata, si è ottenuto che il 39% ha origine dagli scarichi urbani (S = 0,125 m3/sec), il 28% è il contributo del ruscellamento ed il 33% è l’aliquota delle acque sotterranee avente recapito in alveo.
Dalla presente valutazione delle risorse idriche relative al bacino dell’Urcionio sono state dedotte le seguenti conclusioni: gli scarichi urbani hanno una notevole incidenza dal punto di vista quantitativo nel deflusso globale dell’Urcionio, per cui è lecito preoccuparsi anche della valutazione del loro impatto qualitativo; è necessario che la gestione delle acque superficiali e sotterranee venga eseguita con riferimento ad ambiti spaziali che non possono essere identificati unicamente nei bacini idrografici; è auspicabile un uso congiungo delle risorse idriche superficiali e sotterranee che permetta di conservare le acque sotterranee per l’uso potabile; è auspicabile una gestione integrata dei diversi usi delle risorse idriche in modo da proporzionare l’entità dai prelievi totali alle diverse destinazioni.


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4 Capitolo 1 Introduzione L’oggetto della presente tesi è l’analisi delle problematiche idrogeologiche dell’area urbana di Viterbo con specifico riferimento all’impatto dell’urbanizzazione sul ciclo delle acque. Viterbo è una piccola città (circa 60000 abitanti) continuamente in crescita il cui nucleo urbano si sviluppa nella regione vulcanica cimino-vicana del centro Italia, a 80 km a Nord di Roma (figura 1). Figura 1 – Ubicazione dell’area di studio In linea di massima, le zone circostanti la città hanno sostenuto uno sviluppo agricolo e commerciale di primaria importanza rispetto all’attività industriale che risulta infatti molto ridotta (figura 2). Il centro storico invece rispetta la propria vocazione di città storica e artistica favorendo lo sviluppo artigianale di prodotti tradizionali. Nell’area di studio presa in considerazione è possibile individuare due tipologie di situazioni idrogeologiche (Baiocchi et al. 2004): si distingue innanzitutto l’acquifero vulcanico di modesta profondità (al massimo un centinaio di metri) sul quale poggia la Depositi quaternari Vulcaniti pliocene-pleistoceniche Rocce sedimentarie meso-cenozoiche Rocce metamorfiche paleozoniche

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Arianna Di Paola Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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