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Le operazioni di Leveraged Buy Out post riforma del diritto societario

Il Leveraged Buy Out è una tecnica finanziaria nata negli Stati Uniti d’America e successivamente importata in Europa per la realizzazione di acquisizioni attraverso ingenti capitali forniti da terzi.
Tale strumento viene definito come «l’acquisto di un’impresa da parte di investitori privati, o di un gruppo formato da investitori privati, banche d’affari e investitori istituzionali, finanziato per la maggior parte da un pacchetto di debiti che verranno rimborsati usando il cash-flow prodotto dall’impresa acquistata, le cui attività o azioni fungono da garanzia collaterale» . Aspetto caratterizzante dell’operazione è dunque riscontrabile nella circostanza che il debito contratto per l’acquisizione della società Target (intesa come l’impresa oggetto di acquisizione) viene rimborsato successivamente a tale operazione, utilizzando i flussi di cassa prodotti dalla Target medesima e/o con l’alienazione di cespiti della stessa (c.d. asset stripping).
L’effetto finale risulta dunque essere la traslazione del debito contratto sul patrimonio della società acquisita, conseguito solitamente a seguito della fusione della Target con la società che ne ha acquisito il controllo.
Prima dell’approvazione del Decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 6, in dottrina vi era un dibattito circa la liceità del L.b.o., ed in particolare il tema verteva sulla ratio posta dall’art. 2358 c.c..
Problema fondamentale era quello di stabilire se tale operazione fosse in contrasto o meno con tale disposizione, e prestasse direttamente o indirettamente assistenza finanziaria per favorire l’acquisto di azioni proprie.
Con la formulazione dell’articolo 2501-bis è stata attuata la legge delega n 366 del 3 Ottobre 2001; con tale articolo il legislatore vuole intervenire per chiarire che tale operazione non viola l’art. 2358 c.c., in quanto la fusione non costituisce assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie.
L’operazione origina diverse conseguenze sotto diversi aspetti: finanziari, contabili e fiscali che nel lavoro verranno ampliamente esaminati.

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LE OPERAZIONI DI LEVERAGED BUY OUT POST RIFORMA DEL DIRITTO SOCIETARIO 1. INTRODUZIONE 1.1 . LA FUSIONE QUALE OPERAZIONE STRAORDINARIA 1.1.1. Caratteristiche peculiari L’operazione straordinaria di fusione è uno dei diversi strumenti che permette di attuare una crescita dimensionale dell’impresa e di sfruttare conseguentemente le economie di scala da essa derivanti. Esistono due sviluppi possibili: sviluppo interno, che permette una crescita graduale attraverso l’utilizzo delle risorse endogene dell’impresa; sviluppo esterno, il quale attua l’ampliamento del complesso aziendale o mediante l’acquisizione di terze aziende già operanti nello stesso o altro settore, giungendo cosi alla formazione di gruppi, pur mantenendo ognuna la propria autonoma personalità giuridica, oppure attraverso l’acquisizione di altre imprese e successiva creazione di un nuovo organismo unitario tramite l’operazione di fusione. Le motivazioni principali alla base dello sviluppo esterno possono essere molteplici: a. la ricerca di un miglioramento ed una maggiore stabilità dell’equilibrio economico dell’impresa protagonista dell’operazione in esame; b. il rafforzamento del vantaggio competitivo, attraverso l’integrazione dell’attività d’impresa; c. l’estensione del proprio ambito competitivo; d. l’esplorazione di nuovi ambiti competitivi; I vantaggi più rilevanti, derivanti dall’operazione stessa, sono riconducibili a: I. raggiungimento di economie di scala che possono interessare l’ambito produttivo, amministrativo e commerciale; Michela Ghidini 2

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Michela Ghidini Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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