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La presenza della moda in Internet. Un confronto tra tre aree linguistiche: italiana-inglese-spagnola.

Informazioni tesi

  Autore: Roberta Rizzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Interfacoltà scienze statistiche e scienze della comunicazione
  Corso: Pubblicità e comunicazione d'impresa
  Relatore: Luca Giuliano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

L’obiettivo di questo studio è la rappresentazione della moda sui siti Internet di tre aree linguistiche differenti: italiana - inglese - spagnola.
L’idea è nata da un interesse per la moda e da una riflessione generale sull’importanza del ruolo di Internet nella realtà aziendale attuale.
Il nostro lavoro consta di una parte di documentazione secondaria e una parte di ricerca autonoma.
Per la definizione dell’oggetto di studio, ovvero della moda, abbiamo adottato essenzialmente il punto di vista di George Simmel. Successivamente abbiamo analizzato le fasi più importanti dello sviluppo storico di questo tema socio-culturale.
Inoltre abbiamo studiato il ruolo che la moda occupa nell’economia dei Paesi appartenenti alle tre aree linguistiche prese in considerazione, presentando i dati statistici tratti dalle seguenti fonti: Camera nazionale della moda, Sistema Moda Italia, National Statistics, Fashion from Spain.
Per valutare la presenza della moda in Internet ci siamo serviti di due strumenti differenti: il motore di ricerca Google (come esempio di Web tradizionale) e l’enciclopedia on line Wikipedia (come esempio di Web 2.0).
L’ipotesi di lavoro da cui siamo partiti è che la presenza della moda, indipendentemente dall’area linguistica in esame, è più forte e vivace in Wikipedia, dato che essa è basata su una piattaforma (Wiki) caratterizzata da una concezione dei servizi e delle applicazioni on line, di tipo dinamico e interattivo.
Definito il fenomeno d’interesse e la tecnica d’indagine, siamo passati alla rilevazione dei dati, prima su Wikipedia, poi su Google.
Lo studio è stato condotto con lo stesso impianto metodologico per tutte e tre le aree linguistiche.
Utilizzando Wikipedia abbiamo analizzato il contributo fornito dagli utenti allo sviluppo del termine moda, al fine di ricavare una valutazione complessiva del fenomeno nell’area linguistica di riferimento. Il primo passo è stato quello di osservare attentamente tutti i link presenti nella pagina e ricostruirne la struttura. Analizzando il tipo e la posizione delle parole nel testo, ci è stato possibile cogliere l’idea che gli utenti collaboratori hanno del fenomeno di studio e il grado di approfondimento con cui essi ne hanno trattato i vari aspetti.
E’ importante sottolineare che i risultati finali ottenuti da questa analisi tengono conto anche dei dati sul numero totale di edits per anno, con particolare riferimento al primo edit e del numero complessivo di utenti che hanno contribuito alla realizzazione delle pagine. I primi dati sono importanti per poter capire la dinamicità e lo sviluppo del fenomeno, il secondo per cogliere il grado di interesse della comunità linguistica riguardo al fenomeno di studio.L’analisi dei siti di moda tramite il motore di ricerca Google è strutturata in più fasi.
La prima fase si basa sulla ricerca dei primi 100 siti (quindi le prime 10 pagine di Google) che compaiono all’inserimento della parola: moda/fashion.
Nella seconda fase abbiamo costruito uno strumento di rilevazione di analisi del contenuto: una scheda standardizzata per registrare gli stati in cui, da caso a caso, si presentano determinate proprietà in un insieme di unità d’analisi opportunamente selezionate e divise per aree tematiche.

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Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze. Il vero mistero del mondo è il visibile non l’invisibile. Oscar Wilde 1. Che cos’è la moda? Molto è stato detto e scritto sulla moda. Ne hanno scritto letterati, poeti, sociologi, psicologi ed economisti. Eppure, come ogni argomento sfuggente che tuttavia tocchi la sensibilità e il gusto di ogni individuo, sembra che tutto e il contrario di tutto si possa ancora dire. Si afferma che è un argomento futile, oppure serissimo, che la moda è quella delle sfilate e delle riviste, oppure solo quella dei convegni istituzionali; si dice che non esiste se non nella fantasia di chi la crea, che chiunque può costruirsi la propria. Ciò che sembra mettere tutti d’accordo è il fatto che la moda consente ad alcuni settori considerati “maturi” di ritrovare una dinamica e una redditività soddisfacenti grazie allo stimolo continuo che offre all’allargamento e al rinnovamento della domanda. Le spiegazioni delle mode sono di diverso tipo, ma tutte tendono a chiamare in causa sia fattori di carattere psicologico che sociale. Le mode esprimono contemporaneamente la tendenza all’imitazione e al conformismo e la tendenza alla differenziazione e alla varianza. L’approccio metodologico di Simmel si presta particolarmente bene all’analisi della moda come espressione di spinte opposte: “La moda è imitazione di un modello e appaga il bisogno di un appoggio sociale, conduce il singolo sulle vie che tutti percorrono, dà un universale che fa del comportamento di ogni singolo un mero esempio. Nondimeno appaga il bisogno di diversità, le tendenze alla differenziazione, al cambiamento, al distinguersi […] la ragione fondamentale della sua efficacia è che le mode sono sempre mode di classe, che le mode della 1

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