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Differente ruolo dei recettori cannabinoide CB1 ed oppioide nei meccanismi di recidiva all'abuso di eroina

Ratti Con una precedente storia di auto-somministrazione di eroina sono stati studiati per valutare le interazioni tra cannabinoidi ed oppioidi in un modello animale di richiamo del comportamento di ricerca di eroina. I ratti sono stati ammaestrati all’auto-somministrazone di eroina e dopo un lungo periodo di estinzione sono stati stimolati con una delle seguenti somministrazioni di farmaci non contingenti e non rinforzanti: salina, eroina, agonista sintetico dei recettori cannabinoidi CB1, antagonista dei recettori oppioidi (naloxone) o antagonista dei CB1, da soli o in combinazione. Dopo lo stimolo, l’attività di lever-pressing è stata registrata e confrontata a quella del periodo di estinzione e a quello precedente alla fase di training. I risultati di questo studio hanno mostrato che (i) iniezioni di eroina come di agonisti dei CB1 risvegliano completamente il comportamento di ricerca di eroina; (ii) iniezioni di antagonisti oppioidi o cannabinoidi non hanno alcun effetto se somministrati da soli; (iii) la ricomparsa del comportamento di ricerca di eroina indotto da eroina è completamente eliminato grazie a pre-trattamento con entrambi gli antagonisti; (iv) pre-trattamento con antagonisti cannabinoidi riduce significativamente l’effetto di stimoli dati da iniezioni di agonisti cannabinoidi. Questi risultati suggeriscono che I recettori cannabinoidi CB1 giocano un ruolo importante nei meccanismi che stanno alla base del ripristino della ricerca dell’eroina e un possibile uso terapeutico degli antagonisti dei cannabinoidi nella prevenzione della ricaduta all’eroina.

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7 INTRODUZIONE Modelli animali di ricaduta alla ricerca e abuso di sostanze Nel mondo contemporaneo l’assunzione di sostanze psicoattive a scopo voluttuario costituisce un rilevante problema di ordine sanitario, sociale ed economico. Il fenomeno dell’abuso e della dipendenza da farmaci nell’uomo è ormai ben riproducibile anche negli animali da laboratorio. È stato dimostrato, infatti, che tutte le sostanze abusate dall’uomo inducono nell’animale risposte comportamentali, definite “operanti”, atte a prolungare o ad evitare il contatto con il farmaco qualora questo sia provvisto, rispettivamente, di proprietà gratificanti o avversive (Wise e Hoffman 1992). È noto che stimoli gratificanti e/o di rinforzo positivo, i cosiddetti “rewards”, hanno la capacità di innescare o ripristinare un latente comportamento condizionato ad essi associato dopo periodi anche lunghi di estinzione di tale comportamento. Nell’uomo, un’unica sigaretta o un solo bicchiere di vino sono stimoli in grado di ripristinare, anche dopo un lungo periodo di astinenza, un comportamento d’abuso in coloro che una volta ne erano consumatori abituali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Fabrizio Angius Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2255 click dal 20/11/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.