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L'idolo e l'icona. Il visibile e il rivelato in Jean-Luc Marion

Lavoro di tesi sulla fenomenologia di Jean-Luc Marion.

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Introduzione Il presente lavoro ha l'obiettivo di ripercorrere le tappe della linea argomentativa che forse più di tutte rende peculiare il pensiero di Jean-Luc Marion. Si tratta del tentativo di rilettura della fenomenologia classica (husserliano- heideggeriana) in funzione della fenomenizzazione di un principio teologico. Marion riprende una tematica molto cara a grandi pensatori appartenenti alla generazione precedente alla sua (si pensi al Levinas e a Derrida) e propone una modalità di rapporto tra uomo e Dio che vada al di là del misticismo e dell'ostacolo che più volte nei testi presi in esame viene definito ipoteca ontologica. Marion individua nella metafisica heideggeriana del Dasein tale impedimento sulla strada che dovrebbe portare ad un rapporto tra uomo e Dio caratterizzato dalla positività. L'analitica dell'esserci heideggeriano prevede che anche il divino venga letto secondo le categorie finite (per definizione) dell'essere dell'ente e così facendo opera, involontariamente o meno, una squalifica del divino che viene “costretto” a manifestarsi all'interno dell'orizzonte finito dell'ente. Tra uomo e Dio, tematizza Marion, esiste una distanza che va rispettata e positivamente accettata affinché si realizzi un rapporto non gravato dell'ipoteca della metafisica classica. Partendo da questo presupposto Marion analizza sia il caso in cui tale distanza 3

Laurea liv.I

Facoltà: Filosofia

Autore: Alessandro Togni Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1242 click dal 20/11/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.