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La normativa compliance in banca: norme, funzioni, responsabilità

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Algerino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria
  Relatore: Franco Belli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Lo scopo di questa tesi è l’analisi dei riflessi organizzativi e tecnologici della Compliance, nonché l'evoluzione nella gestione e nel controllo del rischio di compliance da parte delle banche con le criticità ancora incontrate nella costituzione di una funzione ad hoc. Nella prima parte (I capitolo), analizzerò la Funzione Compliance in un quadro generale (aziendale), al fine di circoscriverla in un contesto di Social Responsibility, per poi riportarla nel mondo bancario (II capitolo), con un esame delle sue origini, passando per Basilea e le Federal Sentencing Guidelines (FSG) con i Compliance Programs, giungendo ad un’analisi approfondita sulle ultime direttive della Banca d’Italia, considerate l’ultimo caposaldo normativo per un analisi di Compliance. Nella seconda parte (III Capitolo), l’attenzione è stata posta sulla necessità, per la Funzione, di sviluppare competenze specifiche utilizzando adeguati strumenti di supporto in un contesto di Corporate Governance, mettendo alla luce un insieme di evoluzioni normative ( MiFID, D.lgs. 231/2001, legge n. 262/2005) di cui la stessa funzione, come meglio vedremo, si fa carico. Conseguentemente, visto che l’attività di compliance è destinata ad assumere un ruolo centrale nel sistema di risk management delle imprese bancarie e finanziarie, è doverosa un’ analisi dell’ERM, concepito come un approccio metodologico strutturato che, attraverso l’individuazione dei rischi interni ed esterni (rischi finanziari, strategici, operativi, reputazionali, di compliance alla normativa e ai regolamenti), suscettibili di produrre danni o perdite alla società, permette una maggiore consapevolezza nell’assunzione delle decisioni del management, facilitando il raggiungimento degli obiettivi aziendali. In Appendice, infine, riporterò uno studio svolto dall’Osservatorio del CETIF (Centro di Tecnologie Informatiche e Finanziarie) sul Processo Compliance, con riferimento al modello organizzativo accentrato (banca singola) che già troverà una sua esplicazione, in un analisi dei “modelli (archetipi) di Compliance” affrontata in un apposito paragrafo. Si tratta come riferisce lo stesso studio di una descrizione adattabile, con uno sforzo limitato, a modelli accentrati di gruppo o a modelli decentrati, in tutte le loro varianti (inclusa l’opzione di outsourcing).

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3 INTRODUZIONE Negli ultimi anni la globalizzazione dei mercati e la creazione della moneta unica hanno dato un notevole impulso allo sviluppo dell’industria dei servizi finanziari e ad un rilevante processo di consolidamento del settore, consolidamento che è tuttora in atto in Europa. La crescita della competizione e un’analisi approfondita del mercato – terreno su cui si sono mossi gli intermediari alla ricerca di più ampie possibilità di reperimento del capitale di rischio – hanno indotto gli operatori a rendere più efficienti le strutture e a ricercare nuove fonti di reddito, diversificando attività, prodotti, mercati, modelli operativi 1 . Si delineano,così, nuovi e più complessi scenari di rischio. Recentemente diversi episodi hanno però evidenziato, in particolare, l’emergere di rischi legali e di reputazione, potenzialmente in grado di mettere a repentaglio la stabilità degli intermediari e di compromettere il legame fiduciario con la clientela: la fiducia è da sempre alla base del corretto funzionamento del sistema finanziario e dell’economia nel suo complesso. Perciò, ben si comprende, come tutto ciò, abbia reso le autorità finanziarie più rigorose, aumentando il numero e la complessità delle regole a cui banche e istituzioni finanziarie devono sottostare: dalla direttiva europea Markets in Financial Services Directive (MiFID) alla disciplina del Market Abuse, dalla Sarbanes-Oxley (che riguarda gli Usa, ma tocca anche le attività di ogni giorno di tante società operanti in Italia), alla legge italiana sul risparmio, fino alle ultime direttive emanate dalla Banca d’Italia. 1 Nascita di nuovi business come il risparmio gestito e la distribuzione multicanale.

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