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La Rappresentanza Militare e le relative proposte di riforma

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Palantra
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Organizzative e Gestionali
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Federico Sepe
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

La Rappresentanza dei militari è il sistema che, a fine anni settanta, venne scelto dalla politica per rispondere alle istanze di democratizzazione che venivano sollevate dai “militari democratici”. Questo sistema, passato attraverso mille contrasti e altrettanti problemi, dopo trenta anni attende una sua completa revisione.
Nel corso di questi anni, modifiche parziali delle norme che regolano i rapporti tra rappresentanza, vertici militari e politica, sono state inserite in vari provvedimenti legislativi, ma nessuna ha inciso a fondo nel corpo del sistema, sia rappresentativo che militare propriamente detto.
Dopo un excursus sulle organizzazioni sindacali o parasindacali delle Forze armate degli altri paesi europei si è provato ad analizzare le proposte che in questo momento sono sul tavolo, le diverse posizioni tra i vertici militari ed il personale e quali potrebbero essere vantaggi e svantaggi di una riforma della rappresentanza militare.

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Università degli Studi della Tuscia Tesi di Laurea Interfacoltà Scienze Organizzative e Gestionali Relatore: Prof. Federico SEPE di: Giovanni PALANTRA SOG 41980 Introduzione La rappresentanza dei militari, intesa come “un sistema […] attraverso il quale […] il personale militare esprime pareri, formula richieste ed avanza proposte, prospettando istanze di carattere collettivo” 1 , nel 2008 compie trent’anni. Nel corso di questi sei lustri, due generazioni di militari si sono alternate e una terza generazione si sta apprestando a entrare in gioco. La prima generazione è scesa in piazza, ha preso parte alla grande stagione della contestazione degli anni ’70 e alla fine è riuscita ad ottenere, parzialmente, quello che chiedeva: l’applicazione della Costituzione con relativo riconoscimento dei “diritti di cittadinanza” anche per i militari, forme di rappresentatività e democratizzazione del sistema gerarchico, forme di partecipazione, condivisione e collaborazione con i comandanti, possibilità di avere contatti e relazioni con la politica. Poi ha fatto di tutto per rafforzare lo strumento rappresentativo La seconda generazione è quella che sta cercando di modificare la rappresentanza militare: sono quelli che restano della prima generazione, alcuni sono già in congedo, insieme ai loro “nipoti”; sono quelli che hanno fatto crescere il numero di associazioni non riconosciute; sono quelli che hanno cominciato ad usare internet; sono quelli che, tornando sulle richieste di chi li ha preceduti, stanno chiedendo, ancora una volta, la trasformazione in sindacato della Rappresentanza militare. La terza generazione è appena comparsa in scena. E’ la generazione più complessa, perché la società è diventata più complicata, le Forze armate hanno perso la leva, e si è innalzato il livello culturale. Infine perché, finalmente, tra le componenti attive in prima linea si vedono anche gli ufficiali. E sono ufficiali che appartengono più alla seconda generazione che alla terza. Potrebbe essere questa la generazione che porta a compimento la riforma della Rappresentanza Militare? 1 Art. 1 del D.P.R. 4.11.79, n. 691, “Regolamento di attuazione della Rappresentanza Militare” 1

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