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Il cinema di Paul Thomas Anderson

Il mio lavoro analizza, in chiave postmoderna, uno dei più promettenti registi americani della nuova generazione: Paul Thomas Anderson. Si sono presi in considerazione tre film - "Boogie Nights", "Magnolia", "Punch drunk love" -, studiandone, in tre capitoli concisi, la feroce critica ai sentimenti della società odierna. L'ultima parte, più teorica, riflette sulle sfumature postmoderne delle narrazioni dell'autore californiano, fatte di personaggi squallidi, storie disperate ed brandelli di esistenze allo sbando.

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4 1. Introduzione “That is entertainement!” 1 Il soffio vitale nelle sfumature più crude. L’estatica discesa negli inferi della quotidianità. L’essenza stessa della vita si configura come il cinema di Paul Thomas Anderson, fluido nell’etere che riempie e dà ossigeno i nostri polmoni. Drogati, disperati, ricchi e famosi, prostitute; nessuno fugge al calderone postmoderno che amalgama, distrugge, crea, unisce, tesse e disfa in un brodo primordiale ancora da scoprire a fondo, da sviscerare nelle contraddizioni più remote e per questo lampanti. Intrecci di storie, realtà dal patetico realismo, pozioni magiche nell’esotericità delle esistenze. Anderson ha creato un affresco con questi ingredienti, più forte dei murales sulle strade, più vero delle maniferstazioni di protesta, più ridondante dello scoppio di una granata. Trasparente è l’empatia con la quale si entra nella produzione artistica di questo autore. E’ un viaggio alla scoperta del nostro inconscio, di un’umanità mai sopita o dimenticata. E’ la scoperta che ognuno di noi ha qualcosa da donare, in maniera diversa, forgiato da millenni di sofferenze ed obbligazioni; nel grigio dell’asfalto delle strade californiane, tra le onde elettromagnetiche irradiate dal flusso catodico e i respiri affannati delle copulazioni, si staglia la purezza dell’Amore, intatto e illibato come da biblica memoria; proprio quello che, attraverso l’obbiettivo sporco della cinepresa della quotidianità, svelerà nei quattrocentottanta minuti di Anderson la teleologia intrinseca dei signori Nessuno. Come ogni autore postmoderno, i suoi film racchiudono il senso paradossale della raison d’être naturale, nell’involucro di rimandi e compenetrazioni che cingono l’esegesi di un logos onnipresente, ma spesso celato da palliativi più o meno 1 “Questo è spettacolo!”, da Toro Scatenato (1980) di Martin Scorsese.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessandro Rovellini Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1283 click dal 24/11/2008.

 

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