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Il benessere psico-fisico in base al Decreto Legislativo n. 626/94

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Fonzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Pietro lambertucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

Questo è un progetto di ricerca da me elaborato e corretto e sostenuto dal mio professore.
Non è stata quindi discussa come una tesi di laurea ma visti gli studi da me effettuati per la sua elaborazione e l'ampiezza dei fenomeni verificati, può essere considerata come tale (anche vista la sua lunghezza - 107 pg,)
Era mia intenzione, infatti, studiare ampiamente il benessere psico-fisico dei lavoratori e come il decreto legislativo 626 del 1994 lo garantisse.
Sono stati considerati sia gli aspetti fisici ma soprattutto il benessere psicologico (ricordiamo che è un progetto di ricerca di "psicologia del lavoro e delle organizzazioni")verificando come lo stress possa essere presente nell'ambito lavorativi ed elaborando alcuni consigli utili per ridurlo.
è un grande lavoro: diritto del lavoro integrato alla psicologia!!!

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Il benessere psico-fisico in base al Decreto Legislativo n. 626/94 5 INTRODUZIONE l problema della sicurezza del lavoro è uno dei più complessi e dei più rilevanti dell’intera condizione del lavoro e dello svolgimento delle attività produttive. Più che gli aspetti economici, qui sono in gioco quelli umani, strettamente inerenti alla personalità, fisica e psichica, del lavoratore. Se si considera che annualmente, soltanto in Italia, vi sono più di un milione di infortuni e malattie professionali e che l’andamento del fenomeno è pressoché costante, si ha subito un’immagine sufficientemente definita della gravità e della complessità del fenomeno; il quale peraltro raggiunge livelli assai più elevati ove si consideri che si deve tenere conto anche degli infortuni non denunciati e delle malattie non catalogate come professionali e tuttavia derivanti direttamente e immediatamente dall’attività lavorativa (le cosiddette malattie da lavoro) 1 . E’ rilevante l’impulso fornito in materia di sicurezza dalla normativa comunitaria. È utile, infatti, osservare che la tematica della sicurezza sul lavoro, già contemplata dall’articolo 118 del Trattato Istitutivo della CEE del 1957, diventa di rilievo nell’articolo 118A introdotto dall’Atto Unico Europeo, entrato in vigore il 1 gennaio 1987. La norma recita così: “Gli stati membri si adoperano per promuovere il miglioramento, in particolare dell’ambiente di lavoro, al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori e si fissano 1 Cfr. C. Smuraglia, Igiene e sicurezza del lavoro, in Enciclopedia Treccani. I

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