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La flessibilità della figura del Primo Ministro in Gran Bretagna da Margaret Thatcher a Gordon Brown

Informazioni tesi

  Autore: Vanessa Cirulli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Giulia Caravale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

La figura del Premier inglese si è eoluta in base alla consuetudine, anziché sulla scorta di un dettato normativo. Si è venuto, così, a delineare un "modello ordinario" di Primo Ministro a cui sono riconosciuti determinati poteri. Tra il XVIII e il XIX secolo l'evoluzione costituzionale ha visto una graduale riduzione dei oteri della Corona e un assorbimento di questi, mai esplicitato in norme di legge, da parte degli organi costituzionali, in particolar modo il Gabinetto e il Premier. Negli anni '60 si è aperto un vivace dibattito sui reali poteri del Primo Ministro, in cui gli studiosi si sono chiesti se l'ampliamento dei poteri conosciuto dal Premier abbia comportato il passaggio da una forma di governo di Gabinetto, a direzione collegiale, seppur con la supremazia del Premier, a un governo di Primo Ministro, a direzione monocratica e personalizzata. Il dibattito è attuale e continuerà anche in futuro, perché non possono essere tratte dele conslusioni assolue e definitive: tutti gli approcci finiscono per sottovalutare il comportamento mutevole e gli alti e bassi della vita politica, non solo tra i diversi Premiers, ma anche all'interno dell'esperienza del singolo Primo Ministro.

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3 INTRODUZIONE Nel presente lavoro si è deciso di trattare un elemento caratteristico di uno dei regimi parlamentari europei, vale a dire la figura del Premier in Gran Bretagna, ponendo l’accento sulla peculiarità della forma di governo britannica e passando poi a delineare i poteri del Primo Ministro, in rapporto agli altri “centri di potere”, alla personalità di chi ricopre la carica e alle vicende storiche. Dopo un excursus generale sui poteri del Premier, passeremo ad illustrare nello specifico le esperienze concrete dei Premiers inglesi da Margaret Thatcher all’attuale Primo Ministro in carica Gordon Brown, analizzando come la premiership britannica e la forma di governo siano mutevoli ed elastiche nel tempo. Per ottenere tale risultato, trarremo spunto da manuali di diritto pubblico comparato ed internazionale, dalle posizioni dei diversi autori della dottrina, da alcuni testi scritti sui Premiers inglesi e da articoli di giornali e di riviste giuridiche. La figura del Primo Ministro inglese Come il Gabinetto, la carica di Primo Ministro si è evoluta nel tempo in base alla convenienza politica e alla pratica costituzionale, anziché sulla scorta di un dettato normativo. In forza della consuetudine, si è venuto a delineare un “modello ordinario” di Primo Ministro al quale si riconoscono correntemente determinati compiti.1 Nel corso del XVIII e XIX secolo l’evoluzione costituzionale britannica è stata caratterizzata da una graduale riduzione delle competenze della Corona, fino ad allora unica titolare della potestà di guida unitaria del Regno, e da un graduale assorbimento, mai esplicitato in norme di legge, dei suoi poteri e dei suoi compiti da parte di altri organismi costituzionali, in particolare dal Consiglio di Gabinetto e dal Premier. Negli ultimi anni del secolo XIX, la Corona accettò di fatto di nominare come Primo Ministro il leader del partito che otteneva la maggioranza ai Comuni durante le elezioni, rinunciando alla scelta effettiva del Premier e dei ministri.2 Il Primo Ministro designato è, infatti, automaticamente il leader del partito uscito vincitore dalle elezioni e il 1 Bogdanor, Khaitan and Vogenauer, Should Britain have a written Constitution?, The Political Quarterly, Vol. 78, No. 4, 2007 2 Englefield, Seaton and White, Facts about the British Prime Ministers

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