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Il quasi gol del centravanti di Arcore. La campagna elettorale di Forza Italia alle elezioni politiche del 2006

Il momento delle elezioni, in tutte le democrazie, è un momento di grande fermento politico e mediale: la contesa tra le forze nell’arena politica è un fenomeno che, nonostante si ripeta innumerevoli volte, catalizza e avvince sempre l’interesse dei media, dell’opinione pubblica e della scienza. Le campagne elettorali sono un momento simbolico forte, legittimano il sistema politico e la forma dei rapporti tra i vari attori del sistema .
L’opinione pubblica, i mezzi di comunicazione di massa e la gran parte dei politici, nei mesi precedenti le elezioni dell’aprile 2006, condividevano l’aspettativa che la vittoria sarebbe andata all’Unione. Il clima d’opinione diffuso appariva penalizzare il governo guidato da Silvio Berlusconi, e i giornali e le televisioni contribuivano a gettare una immagine negativa sul governo, confortati dal verdetto delle elezioni degli ultimi anni, in particolare delle amministrative del 2005, che avevano consegnato tredici regioni al centrosinistra e solamente due al centrodestra. Di fronte a dati simili era logico pensare che la vittoria sarebbe toccata alla coalizione guidata da Romano Prodi, e questa idea era condivisa in buona parte da molti leader della Casa delle Libertà.
A dicembre 2005 i principali istituti demoscopici erano concordi nell’assegnare all’Unione un vantaggio di circa 6-8 punti percentuali. Un sondaggio effettuato da IPR Marketing tra il 16 e il 18 dicembre 2005 vedeva la coalizione di centrosinistra al 52,8% e la Casa delle Libertà al 44,6%; SWG, in un sondaggio effettuato tra l’1 e il 18 dicembre 2005, assegnava all’Unione il 52,2% delle preferenze (alla Camera), e alla coalizione di centrodestra il 44,9% .
In questa condizione è maturata la decisione di un piano di risoluzione del danno, che ha portato alla nuova legge elettorale di tipo proporzionale con premio di maggioranza.
I risultati delle urne hanno confermato ma anche ridimensionato queste attese: il centrosinistra ha vinto alla Camera per una manciata di voti e al Senato grazie ai voti degli italiani residenti all’estero.
Negli ultimi mesi di campagna elettorale, Silvio Berlusconi è quasi riuscito a controbilanciare sul terreno dei comportamenti elettorali individuali gli effetti del clima di opinione sfavorevole e delle molteplici mobilitazioni sociali che avevano contestato la sua politica, grazie alla sua capacità di rimanere costantemente al centro di tutte le vicende della politica-spettacolo, con interventi ed iniziative anche non previste, spesso al limite della provocazione. Al suo successo hanno anche contribuito la capacità di mobilitare la propria base tradizionale, una campagna elettorale efficace, e il fatto che i voti sono una cosa diversa dalle intenzioni di voto. Già, perché i sondaggi hanno registrato per tutta la campagna elettorale un netto vantaggio del centrosinistra, anche di diversi punti percentuali. Dalle urne insomma, sono usciti due semi-vincitori, Prodi e Berlusconi, e uno sconfitto: il sondaggio pre-elettorale.
Nemmeno gli exit-poll sono riusciti a scalfire l’aspettativa di una netta vittoria del centrosinistra. Come è stato possibile questo, se pochi mesi prima delle elezioni, si può dire che ci fosse un solo italiano che continuava a sognare un miracolo del centrodestra, e questa persona era proprio Silvio Berlusconi ? Si è parlato per il centrodestra di “elezioni perse, campagna vinta”. E’ stata inoltre l’offerta elettorale a mostrarsi decisiva per la vittoria finale. La nuova legge elettorale voluta dal centrodestra infatti, ponendo in primo piano la necessità di allargare le coalizioni affinché esse potessero estendere la propria influenza sulla massima quota di elettorato possibile, ha consentito la consacrazione di un sistema bipolare, in cui sono state le liste minori a determinare la vittoria dell’Unione, almeno alla Camera.
Obiettivo di questo lavoro è illustrare quali siano state le strategie comunicative di Forza Italia e del suo leader, Silvio Berlusconi, anche inserendole nella cornice più ampia della coalizione di centrodestra, e fornire elementi utili ad una riflessione che permetta di valutarne il senso complessivo e l’incidenza sull’elettorato.

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INTRODUZIONE Il momento delle elezioni, in tutte le democrazie, è un momento di grande fermento politico e mediale: la contesa tra le forze nell’arena politica è un fenomeno che, nonostante si ripeta innumerevoli volte, catalizza e avvince sempre l’interesse dei media, dell’opinione pubblica e della scienza. Le campagne elettorali sono un momento simbolico forte, legittimano il sistema politico e la forma dei rapporti tra i vari attori del sistema 1 . L’opinione pubblica, i mezzi di comunicazione di massa e la gran parte dei politici, nei mesi precedenti le elezioni dell’aprile 2006, condividevano l’aspettativa che la vittoria sarebbe andata all’Unione. Il clima d’opinione diffuso appariva penalizzare il governo guidato da Silvio Berlusconi, e i giornali e le televisioni contribuivano a gettare una immagine negativa sul governo, confortati dal verdetto delle elezioni degli ultimi anni, in particolare delle amministrative del 2005, che avevano consegnato tredici regioni al centrosinistra e solamente due al centrodestra. Di fronte a dati simili era logico pensare che la vittoria sarebbe toccata alla coalizione guidata da Romano Prodi, e questa idea era condivisa in buona parte da molti leader della Casa delle Libertà. A dicembre 2005 i principali istituti demoscopici erano concordi nell’assegnare all’Unione un vantaggio di circa 6-8 punti percentuali. Un sondaggio effettuato da IPR Marketing tra il 16 e il 18 dicembre 2005 vedeva la coalizione di centrosinistra al 52,8% e la Casa delle Libertà al 44,6%; SWG, in un sondaggio effettuato tra l’1 e il 18 dicembre 2005, assegnava all’Unione il 52,2% delle preferenze (alla Camera), e alla coalizione di centrodestra il 44,9% 2 . In questa condizione è maturata la decisione di un piano di risoluzione del danno, che ha portato alla nuova legge elettorale di tipo proporzionale con premio di maggioranza. I risultati delle urne hanno confermato ma anche ridimensionato queste attese: il centrosinistra ha vinto alla Camera per una manciata di voti e al Senato grazie ai voti degli italiani residenti all’estero. 1 Mazzoleni, G., La comunicazione politica, Bologna, Il Mulino, 2004, p. 163 2 Per la nota informativa del due sondaggi cfr. www.sondaggipoliticoelettorali.it 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mariachiara Manopulo Contatta »

Composta da 271 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.