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Le attività investigative in caso di omicidio - Dal sopralluogo alla medicina legale

Fra tutti i tipi di reati di cui si può venire a conoscenza nel corso del servizio d’Istituto, l’omicidio, per il suo intrinseco carattere di brutalità, è sicuramente quello che desta il maggiore allarme sociale, e che maggiormente poi rimane impresso a suggestionare l’immaginario collettivo.
Anche per questi motivi colui che condurrà tali indagini dovrà dimostrare la massima professionalità, la padronanza assoluta di tutte le tecniche investigative utili ai fini della risoluzione del caso e/o all’individuazione del colpevole, la capacità di pianificazione di tutte quelle attività che gli competono e che lo attendono, e che in questa sede andremo ad enucleare. Non a caso la risoluzione di un caso di omicidio è da sempre considerata come la summa di tutte le attività tipiche della Polizia Giudiziaria, la quint’essenza dell’essere “investigatore”. E ciò è perché un vero investigatore non può prescindere, oltre che dalla preparazione professionale, da quella componente del tutto personale, innata e congenita, che spesso indirizza subito le indagini sul binario più redditizio: l’intuito.
Questa indispensabile soluzione fra preparazione professionale ed intuito, si esplica per l’Ufficiale di P.G. al momento del SOPRALLUOGO sulla scena del delitto; momento in cui, è risaputo, la tempestività nell’indirizzo delle indagini può risultare poi l’arma vincente per una pronta risoluzione del caso.
Ma l’Ufficiale di P.G. non sempre può però portare avanti tutta la mole di lavoro da solo, e sovente necessita della “collaborazione” di altre figure professionali per perfezionare la propria opera. Nel caso di un omicidio, ci sarà sicuramente un cadavere a cui far riferimento, ed in questo caso è la figura del MEDICO LEGALE a giungere in ausilio dell’Ufficiale di P.G. aggiornandolo, tramite un apposito documento chiamato perizia (art. 220 e 227 cpp, allegato 1), in tutti quei campi di natura medica e biologica che inevitabilmente esulano dalla di lui competenza.
Le informazioni che si possono ricavare da un sopralluogo ben condotto, unite alle altrettanto importanti informazioni desumibili dallo stato del cadavere, dall’eventuale autopsia, riducono di molto le possibilità d’errore nell’interpretazione dei fatti da parte dell’Ufficiale di P.G. responsabile delle indagini, e questo è un presupposto base per tutta la Criminologia.

1.1 - La “Simbiosi” tra l’ U.P.G. e il medico legale
In particolare, e qui sta il fulcro di questa nostra dissertazione, verranno a trovarsi come vedremo considerevoli legami fra gli atti tipici delle due figure interessate, come “cavalcavia virtuali” che intersecano due strade sì diverse, ma che potrebbero comunque potenzialmente condizionarsi l’una a discapito dell’altra, o peggio ancora, esser vanificate l’una dall’invalidità dell’altra. Si può pensare, come esempio, a un repertamento balistico di ogiva da parte dell’U.P.G e ad un contestuale esame di balistica forense su cadavere da parte del medico legale, i quali finirebbero per essere incongruenti fra loro in caso di errori commessi nel repertare la fonte di prova. Più in generale, sicuramente ridotto potrà essere l’apporto di qualsivoglia perizia medico-legale se dovessero venire alterate, inquinate o comunque non correttamente repertate le tracce presenti sulla scena del delitto.
In quest’ottica viene ad essere necessario quindi, un continuo coordinamento nell’opera dei due Uffici, andando così a gettare le basi di quella “SIMBIOSI”, in questa tesi intesa come “comunione d’intenti”, fra l’operato dell’U.P.G. del Medico Legale, condizione necessaria per la buona riuscita di una indagine gravosa ed impegnativa come può essere quella legata ad una caso di omicidio.

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2 1. CAPITOLO PRIMO – Introduzione Fra tutti i tipi di reati di cui si può venire a conoscenza nel corso del servizio d’Istituto, l’omicidio, per il suo intrinseco carattere di brutalità, è sicuramente quello che desta il maggiore allarme sociale, e che maggiormente poi rimane impresso a suggestionare l’immaginario collettivo. Anche per questi motivi colui che condurrà tali indagini dovrà dimostrare la massima professionalità, la padronanza assoluta di tutte le tecniche investigative utili ai fini della risoluzione del caso e/o all’individuazione del colpevole, la capacità di pianificazione di tutte quelle attività che gli competono e che lo attendono, e che in questa sede andremo ad enucleare. Non a caso la risoluzione di un caso di omicidio è da sempre considerata come la summa di tutte le attività tipiche della Polizia Giudiziaria, la quint’essenza dell’essere “investigatore”. E ciò è perché un vero investigatore non può prescindere, oltre che dalla preparazione professionale, da quella componente del tutto personale, innata e congenita, che spesso indirizza subito le indagini sul binario più redditizio: l’intuito. Questa indispensabile soluzione fra preparazione professionale ed intuito, si esplica per l’Ufficiale di P.G. al momento del SOPRALLUOGO sulla scena del delitto; momento in cui, è risaputo, la tempestività nell’indirizzo delle indagini può risultare poi l’arma vincente per una pronta risoluzione del caso. Ma l’Ufficiale di P.G. non sempre può però portare avanti tutta la mole di lavoro da solo, e sovente necessita della “collaborazione” di altre figure professionali per perfezionare la propria opera. Nel caso di un omicidio, ci sarà sicuramente un cadavere a cui far riferimento, ed in questo caso è la figura del MEDICO LEGALE a giungere in ausilio dell’Ufficiale di P.G. aggiornandolo, tramite un apposito documento chiamato perizia (art. 220 e

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Angelo Stringara Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.