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Il ruolo del fisioterapista coordinatore in funzione di Case Manager: la presa in carico globale del paziente attraverso un sistema informativo/informatico per il governo della rete del territorio.

La presente tesi vuole stimolare l’attivazione del fisioterapista coordinatore in funzione di case manager operante all’interno del distretto. Si è preso in considerazione l’andamento demografico, le riforme in atto nella Regione Lazio all’interno di un più largo progetto di ammodernamento del Servizio sanitario re-gionale che vede la presa in carico globale del paziente complesso attraverso un sistema di triage che è il Punto Unico di Accesso. Considerando che il PUA non è solo un luogo fisico ma è una modalità operativa, verrà dimostrata l’utilità del fisioterapista coordinatore distrettuale attraverso i paradigmi del "case manager" in funzione di facilitatore operante in un protocollo riabilitativo riferito a soggetti anziani a rischio di caduta in cui verranno esaltate le skill caratterizzanti il case manager e di coordinazione per raggiungere l’eccellenza dimostrata attraverso precisi outcome come: un questionario di job satisfaction e di customer satisfaction (e non solo) durante la realizzazione del percorso riabilitativo sopra descritto.

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1 Introduzione. Il piano di rientro della Regione Lazio 1 sta imponendo una profonda riorganizzazione e potenziamento del SSR con il fine dell’equilibrio economico- finanziario 2 , impegnando l’amministrazione regionale a porre in essere tutta una serie di provvedimenti atti a: ridurre i bisogni 3 , orientare la domanda 4 , razionalizzare e ottimizzare l’utilizzo delle risorse cosi come previsto dal Patto per la Salute 5 e dalla Legge finanziaria per il 2008 6 . L’accordo tra il Ministro della Salute, il Ministro dell’economia e finanza e la Regione Lazio, nel predisporre provvedimenti mirati a contenere la dinamica dei costi e perseguire l’equilibrio economico 7 , è un atto dovuto 8 che sta producendo una serie di misure e 1 Si veda riferimento Bibliografia – Normativa n. 43. Si legge al capo terzo della deliberazione: “Gli interventi individuati dal Piano allegato al presente Accordo sono vincolanti, ai sensi dell’art.1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n.296, per la Regione Lazio e le determinazioni in esso previste comportano effetti di variazione dei provvedimenti normativi ed amministrativi già adottati dalla medesima Regione Lazio in materia di programmazione sanitaria”. 2 Si veda riferimento Bibliografia – Normativa n. 53. Questa proposta, composta di due articoli novella: “… La riduzione delle aziende sanitarie locali di Roma e Provincia da 8 a 3” con il fine “… Di favorire un’attuazione coordinata e razionale, rispondente a criteri di sussidiarietà, efficacia, efficienza ed economicità, degli interventi e delle prestazioni rese dal servizio sanitario regionale …”. Possiamo facilmente dichiarare che il riassetto economico – finanziario regionale determinerà perfino una ristrutturazione nella capillare organizzazione di offerta di servizi sanitari. 3 Attuando un potenziamento delle attività di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. 4 Ne è punto cardine l’istituzione del PUA (si vedano i capitoli successivi), potenziamento della medicina di continuità e territoriale, potenziamento delle attività assistenziali alternative al ricovero ospedaliero (ADI, ospedale di comunità, ecc.), politica del farmaco. 5 Si veda riferimento Bibliografia – Rapporti vari … n. 38, in particolare: “Promozione della qualità del SSN, continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio del cittadino, razionalizzazione dei percorsi di diagnosi e cura, ecc”. 6 Si veda riferimento Bibliografia – Normativa n. 50. Art 374: “Per gli anni 2008 e 2009, l’importo di 60,5 milioni di euro previsto dall’articolo 1, comma 806, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da assegnare alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per l’integrazione e il cofinanziamento dei progetti regionali attuativi del Piano sanitario nazionale e` prioritariamente finalizzato: a) alla sperimentazione del modello assistenziale «case della salute»; b) alle malattie rare; c) all’implementazione della rete delle unità` spinali unipolari e delle strutture per pazienti gravi cerebrolesi; d) all’attuazione del Patto per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro; e) alla promozione di attività di integrazione tra dipartimenti di salute mentale e ospedali psichiatrici giudiziari; f) all’attuazione del documento programmatico «Guadagnare salute – rendere facili le scelte salutari», di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 maggio 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2007”. 7 L’equilibrio economico è determinato dalla formula K Eq = R T /S T =1 ove R T sono le risorse complessive ed S T la spesa complessiva. L’unico strumento, per non ricorrere all’aumento dell’imposizione fiscale, è il “contenimento razionale” della spesa (vedi riferimento Bibliografia – Libri n. 3.). 8 Si veda riferimento Bibliografia – Normativa n. 30: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. … sono enti autonomi con propri statuti …” sancisce la piena autonomia e parità tra organi costituenti la Repubblica Italiana aprendo le porte al cosiddetto “federalismo” con responsabilizzazione di “cassa” e podestà normativa (se non riservata allo Stato). Diretta conseguenza è l’art 1 comma 180, articolo con cui è stato

Tesi di Master

Autore: Giulio Cesare Tempestilli Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.