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Immagine e evento. L'11 settembre.

Spesso quando si cerca di ricordare un accadimento lo si fa ricorrendo ad una immagine. Questa ci aiuta a ricordare attivando sensazioni ed emozioni provate in quel momento, a farsi presente attraverso l’immagine che sono quindi luci, colori
ed odori così come di un complesso intricato di emozioni.
Questo accade ancora quando ad essere evocata dall’immagine è un avvenimento la cui portata ha creato una frattura nelle forme stesse del vivere e posto in discussione l’idea stessa dell’esperienza. All’immagine non è più chiesto
soltanto di rendere presente ciò che è già trascorso o di dare visibilità a ciò che è da noi esperito, ma di testimoniare di qualcosa che sfugge alla possibilità stessa della rappresentazione. Tale sospensione e discontinuità sono lo spazio stesso di ciò che possiamo definire evento ossia l’irrompere, l’ex-venus dello stra-ordinario che interrompe nel corso regolare del vivere spostando l’individuo in una nuova
dimensione e così rendendolo privo dei consueti riferimenti.
E’ il caso dell’11 Settembre: la realtà che è stata spinta oltre se stesso e ciò che era accaduto sembrava sottrarsi a ogni possibilità di rappresentazione. L’immagine, e l’immagine fotografica in particolare, poteva mostrare un inimmaginabile? Era possibile dare testimonianza di un intestimoniabile?
Molte volte si avrà avuto occasione di osservare fotografie che "raccontavano un qualcosa" dell'11 Settembre, l'impatto degli aerei sulle Torri Gemelle, il crollo delle stesse, la fuga dei soccorritori totalmente ricoperti di polvere, lo sconvolto stupore di coloro che osservavano. Ciascun fotogramma ha fissato qualcosa di ciò che è stato l'11 Settembre, ma nessun fotogramma sembrerebbe essere l’immagine esaustiva dell’ evento.
Questo lavoro si propone di analizzare l’impotenza dell’immagine nel rappresentare l’interezza dell’evento e il suo comunque dire proprio muovendo dallo scacco subito.

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4 - Introduzione - Spesso quando si cerca di ricordare un accadimento lo si fa ricorrendo ad una immagine. Questa ci aiuta a ricordare attivando sensazioni ed emozioni provate in quel momento, a farsi presente attraverso l’immagine. Sono quindi luci, colori ed odori così come di un complesso inctricato di emozioni. Questo accade ancora quando ad essere evocata dall’immagine è un avvenimento la cui portata ha creato una frattura nelle forme stesse del vivere e posto in discussione l’idea stessa dell’esperienza. All’immagine non è più chiesto soltanto di rendere presente ciò che è già trascorso o di dare visibilità a ciò che è da noi esperito, ma di testimoniare di qualcosa che sfugge alla possibilità stessa della rappresentazione. Tale sospensione e discontinuità sono lo spazio stesso di ciò che possiamo definire evento ossia l’ir- rompere, l’ex-venus dello stra-ordinario che interrompe nel corso regolare del vivere spostando l’individuo in una nuova dimensione e così rendendolo privo dei consueti riferimenti. E’ il caso dell’11 Settembre: la realtà che è stata spinta oltre se stesso e ciò che era accaduto sembrava sottrarsi a ogni possibilità di rappresentazione. L’immagine, e l’immagine fotografica in particolare, poteva mostrare un inimmaginabile? Era possibile dare testimonianza di un intestimoniabile? Molte volte si avrà avuto occasione di osservare fotografie che "raccontavano un qualcosa" dell'11 Settembre, l'impatto degli aerei sulle Torri Gemelle, il crollo delle stesse, la fuga

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Ioele Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1441 click dal 03/12/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.