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Parvovirosi del cane: CPV-2c in un rifugio di Messina

La parvovirosi è tradizionalmente considerata una delle cause più frequenti di morte neonatale ad eziologia virale nella specie canina, ascrivibile ad una forma morbosa altamente contagiosa conosciuta come “enterite-miocardite”. Nel corso degli anni, l’agente responsabile di tali episodi morbosi, identificato come Canine Parvovirus tipo-2, ha rappresentato un motivo di grande preoccupazione tanto negli allevamenti quanto nei ricoveri. La confermata plasticità biologia del virus lo porta a mutare periodicamente, con un potenziamento della patogencità. Scopo della tesi è valutare l'andamento epidemiologico dei mutanti di CVP-2 in un rifugio a Messina con il primo isolamento in Sicilia del mutante 2c.

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3    INTRODUZIONE La parvovirosi è tradizionalmente considerata una delle cause più frequenti di morte neonatale ad eziologia virale nella specie canina, ascrivibile ad una forma morbosa altamente contagiosa conosciuta come “enterite-miocardite”. Nel corso degli anni, l’agente responsabile di tali episodi morbosi, identificato come Canine Parvovirus tipo-2, ha rappresentato un motivo di grande preoccupazione tanto negli allevamenti quanto nei ricoveri. Eziologia Il parvovirus canino di tipo 2 appartiene alla Famiglia Parvoviridae comprendente virus nudi a simmetria icosaedrica, con 32 capsomeri, il cui genoma risulta essere costituito da DNA monocatenario. Filogeneticamente, si distinguono 3 generi diversi: ξ Genere Parvovirus, comprendente il parvovirus suino (PPV), il virus della panleucopenia del gatto (FPV), il virus della parvovirosi canina (CPV) ed il virus della gastroenterite del visone

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina Veterinaria

Autore: Stefania Marotta Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.