Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La legislazione religiosa del IV-V sec.: l’apostasia

La trasformazione del rapporto tra Stato e Chiesa che si verifica nel corso del IV secolo, fu di fondamentale importanza. Attraverso di essa si evidenzia il cambiamento della politica religiosa degli imperatori nei confronti del cristianesimo, politica che prima di tale cambiamento era stata caratterizzata da una tenace difesa dei veterum instituta e che successivamente porterà non solo a riconoscere la religione cristiana come religione lecita, equiparando dunque il cristianesimo a tutte le altre professioni religiose, ma, sul finire del IV secolo, a riconoscerla come unica religione di stato.
La storiografia indica l’attività politica e legislativa di Costantino , come fattore primo del profondo mutamento della politica imperiale nei confronti del cristianesimo, in particolare il riconoscimento della liceità della religione cristiana avvenuto con l’editto di Milano. Precedentemente, però, vi fu un altro provvedimento a testimonianza del nuovo indirizzo della legislazione imperiale. Mi riferisco, cioé, all’editto pubblicato da Galerio da Nicomedia il 30 aprile del 311.
E’ a questa disposizione, valida peraltro solo in una parte dell’Impero , che si deve l’abrogazione di tutte le misure anticristiane adottate da Diocleziano e che instaurà una fase completamente nuova nei rapporti Chiesa-Impero.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione La trasformazione del rapporto tra Stato e Chiesa che si verifica nel corso del IV secolo, fu di fondamentale importanza. Attraverso di essa si evidenzia il cambiamento della politica religiosa degli imperatori nei confronti del cristianesimo, politica che prima di tale cambiamento era stata caratterizzata da una tenace difesa dei veterum instituta 1 e che successivamente porterà non solo a riconoscere la religione cristiana come religione lecita, equiparando dunque il cristianesimo a tutte le altre professioni religiose, ma, sul finire del IV secolo, a riconoscerla come unica religione di stato. La storiografia indica l’attività politica e legislativa di Costantino 2 , come fattore primo del profondo mutamento della politica imperiale nei confronti del cristianesimo, in particolare il riconoscimento della liceità della religione cristiana avvenuto con l’editto di Milano. Precedentemente, però, vi fu un altro provvedimento a testimonianza del nuovo indirizzo della legislazione imperiale. Mi riferisco, cioé, all’editto 3 pubblicato da Galerio 4 da Nicomedia 5 il 30 aprile del 311. E’ a questa disposizione, valida peraltro solo in una parte dell’Impero 6 , che si deve l’abrogazione di tutte le misure anticristiane adottate da Diocleziano 7 e che instaurà una fase completamente nuova nei rapporti Chiesa-Impero. 1 In tale prospettiva la strenua difesa della religione tradizionale appariva un compito primario del legislatore. 2 La letteratura sulla svolta costantiniana molto vasta, non possiamo pertanto ricordare in questa sede i numerosi, validi contributi che hanno affrontato il tema, sotto vari profili. Appare pertanto opportuno rinviare ad un interessante, recente studio di T.D. Barnes, Constantine and Eusebius, Cambridge, Mass.- London, 1981, passim. Per quanto concerne la legislazione religiosa costantinianan si vedano -oltre ai classici studi di J. Gaudemet, La legislation religieuse de Constantin, in Rev. dHist. Eglise Fr., XXXIII (1947), pag. 26 e segg.; Id., L’Eglise dans lEmpire romain, (IV-V siecles), Paris, 1958, pag. 123 e segg.; P.R. Coleman-Norton, Roman State and Christian Church. A Collection of Legal Documents to A.D. 535, I, London, 1956, pag. 30 e segg.; 41 e segg.; 72 e segg.; 276 e segg.; K.L. Noethlichs, Die gesetzgeberischen Massnahmen der christlichen Kaiser der vierten Jahrhunderts gegen Haeretiker, Heiden und Juden, Inaugural-Dissertation, Koln, 1977, pag. 6 e segg. Per un inquadramento della legislazione religiosa costantiniana nel contesto culturale dellepoca si veda L. De Giovanni, Costantino e il mondo pagano, Napoli, 1977, passim. Agli elementi di novit e contemporaneamente di continuit presenti nella legislazione del primo imperatore cristiano dedica particolare attenzione F. Amarelli, Vetustas-Innovatio. Unantitesi apparente nella legislazione di Costantino, Napoli, 1978, passim e soprattutto pag. 83 e segg. Il testo del provvedimento noto grazie a Lattanzio, cfr. Lattanzio, De mortibus persecutorum, 34 e alla traduzione in lingua greca di Eusebio, cfr. Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, 8, 17, 3-10. 3 Il testo del provvedimento noto grazie a Lattanzio, cfr. Lattanzio, De mortibus persecutorum, 34 e alla traduzione in lingua greca di Eusebio, cfr. Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, 8, 17, 3-10. 4 L’editto, anche se formalmente porta i nomi dei quattro sovrani fu voluto da Galerio, convertitosi -o comunque divenuto tollerante nei confronti del Cristianesimo- a seguito di una grave malattia. Sul punto cfr. P. Siniscalco, Il cammino di Cristo nell’impero romano, Bari, 1983, pagg. 160-161. 5 Il provvedimento in realtà fu redatto a Serdica e pubblicato a Nicomedia. Sulla questione cfr. P. Siniscalco, op. e loc. cit. 6 E precisamente nelle regioni danubiane e balcaniche governate dall’imperatore Galerio. 7 Diocleziano proibì la professione del cristianesimo e dispose la distruzione degli edifici dedicati al culto, nonché dei libri sacri ed impose a tutti i sudditi di sacrificare agli dei; fu impedito inoltre ai cristiani di intraprendere giudizi. Su Diocleziano e la sua politica legislativa cfr. F. Kolb, Diokletian un die Erste Tetrarchie, Improvisation oder Experiment in der Organisation Monarchischer?, Berlin-New York, 1987; M. Sordi, I cristiani e l’impero romano, Milano, 1983, pagg. 122 e segg.; T.D. Barnes, The New Empire of Diocletian and Constantine, cit., passim. 8 Tale esigenza era fortemente sentita ed era alla base anche delle drastiche misure dioclezianee contro il manicheismo. Sul punto cfr. G. Barone-Adesi, Eresie sociali ed inquisizione teodosiana, in Atti Acc. Roman. Constant., 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberta Avolio Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1535 click dal 10/12/2008.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.