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Lost in Series - Evoluzione, rivoluzione e trasformazione del mondo seriale statunitense

Series, fiction, telefilm. Storie orizzontali, verticali, autoconclusive o a puntate, miniserie o lunghe stagioni. Storie eccellentemente congegnate, dirette e interpretate conquistano il prime time e l’area più appetibile dei palinsesti relegando il classico intrattenimento in un purgatorio catodico. Serial, prequel, sequel, pilot, rumors. In chiaro, in digitale, in condivisione virtuale ai limiti della pirateria audiovisiva, in eleganti cofanetti dvd, è scoccata l’ora delle serie tv. Sequenze adrenaliniche, dialoghi brillanti, linguaggio esplicito, personaggi a cui è facile affezionarsi, cattivi che è meraviglioso odiare, cattivi che non si riescono ad odiare. Non c’è soggetto che non possa essere serializzato. In questa tesi partiremo da un’introduzione dedicata ai meccanismi della serialità e da una panoramica sulle teorie della comunicazione collegate al mezzo televisivo, per arrivare all’analisi specifica di sei serie tv statunitensi esemplari dell’evoluzione/rivoluzione del prodotto seriale nell’ultimo decennio. Le serie tv, infatti, sono diventate un prodotto complesso, articolato, multistrato, a tratti geniale, superando in alcuni casi la leadership artistica cinematografica nell’ambito audiovisivo. La scelta dell’ottica statunitense deriva dall’enorme capacità avanguardistica che l’industria culturale e televisiva Usa ha saputo dimostrare in questi anni, un’abilità senza pari in confronto ai prodotti europei ed italiani in particolare. La nostra analisi cronologica partirà dal 1998, anno della messa in onda su HBO di Sex and the City, primo frutto di genio creativo di questa rivoluzione telefilmica. Inoltre sarà utile capire meglio la fonte di tali opere analizzando il ruolo e la strategia editoriale del canale statunitense nella produzione, trasmissione e conseguente identificazione con i prodotti seriali. Infine sarà utile concentrarsi sulla rivoluzione di tipo socio-culturale che ha investito lo spettatore: dal fenomeno del fandom alle nuove modalità di fruizione, dal ruolo che ha assunto Internet come strumento chiave nella consumazione del prodotto ad eventi di portata nazionale come il Telefilm Festival di Milano. La serie tv, quasi con discrezione, è riuscita ad esaltare e moltiplicare esponenzialmente le regole dell’intrattenimento. Un nuovo genere di spettacolo si è progressivamente consolidato, fino a produrre vere e proprie opere d’arte. Un genere che dietro la presunta superficialità della produzione in serie e sotto l’apparente facilità della scrittura industriale, nasconde le stesse strutture narrative, le stesse tecniche figurative, gli stessi procedimenti stilistici rintracciabili nei capolavori della cultura cosiddetta alta. Opera aperta, identificabile ed evocativa, quindi, e allo stesso tempo macchina industriale perfettamente calibrata e intrecciata nei temi e nelle forme.

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1 Introduzione Series, fiction, telefilm. Storie orizzontali, verticali, autoconclusive o a puntate, miniserie o lunghe stagioni. Storie eccellentemente congegnate, dirette e interpretate conquistano il prime time e l’area più appetibile dei palinsesti relegando il classico intrattenimento in un purgatorio catodico. Serial, prequel, sequel, pilot, rumors. In chiaro, in digitale, in condivisione virtuale ai limiti della pirateria audiovisiva, in eleganti cofanetti dvd, è scoccata l’ora delle serie tv. Sequenze adrenaliniche, dialoghi brillanti, linguaggio esplicito, personaggi a cui è facile affezionarsi, cattivi che è meraviglioso odiare, cattivi che non si riescono ad odiare. Non c’è soggetto che non possa essere serializzato. In questa tesi partiremo da un’introduzione dedicata ai meccanismi della serialità e da una panoramica sulle teorie della comunicazione collegate al mezzo televisivo, per arrivare all’analisi specifica di sei serie tv statunitensi esemplari dell’evoluzione/rivoluzione del prodotto seriale nell’ultimo decennio. Le serie tv, infatti, sono diventate un prodotto complesso, articolato, multistrato, a tratti geniale, superando in alcuni casi la leadership artistica cinematografica nell’ambito audiovisivo. Come sottolinea Aldo Grasso: “Non c’è mai stata una televisione tanto vitale, intelligente, ricca di risonanze metaforiche e letterarie come l’attuale. Sembra quasi un paradosso, ma spesso si fatica a trovare un romanzo moderno o un film che sia più interessante di un buon telefilm. Opere quali Lost,

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Peroni Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9356 click dal 16/12/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.