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L'elusione fiscale negli ultimi orientamenti giurisprudenziali. L'abuso del diritto.

La tesi tratta dell'elusione fiscale ed in particolare di come tale concetto sia stato modificato ed ampliato dalla giurisprudenza nazionale e comunitaria sino al riconoscimento nel nostro ordinamento del concetto di abuso di diritto. Il lavoro si compone di tre capitoli: nel primo viene affrontato il concetto di elusione in ambito fiscale e, in particolare, l'ambito di applicazione dell'art. 37-bis del DPR 600/73; nel secondo si discute della nullità civilistica come strumento generale per contrastare il fenomeno elusivo e della relativa evoluzione giurisprudenziale; nel terzo si parla invece del conceto di abuso di diritto, della sua introduzione nel nostro ordinamento e degli orientamenti della giurisprudenza della corte di Giustizia al riguardo. Il capitolo si chiude con delle considezioni conclusive su tale prospettiva.

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Capitolo I IL CONCETTO DI ELUSIONE. L’ART. 37-BIS D.P.R. 600/73 L'elusione tributaria consiste in quella serie di comportamenti apparentemente conformi, che, attraverso la strumentalizzazione di istituti giuridici è diretta a conseguire una riduzione dell'onere fiscale che sarebbe dovuto in base alle regole del sistema tributario. Si tratta di un abbattimento dell'imposizione che, pur senza violare le norme distorce e sorprende la "buona fede del legislatore" determinando risultati in netto contrasto con lo spirito della legge e del tutto incoerenti rispetto ad un sistema ispirato alla capacità contributiva così come sancita dall’art. 53 della nostra carta costituzionale 1 . D’altronde nulla vieta al contribuente di porre in essere una attività di pianificazione fiscale scegliendo tra più comportamenti predisposti dall’ordinamento quello più conveniente ovvero quello fiscalmente meno oneroso. Il lecito risparmio di imposta così determinato non è certamente perseguito dall’ordinamento. Ciò che invece non è consentito sono risparmi di imposta patologici nel senso che questi conseguono ad un abuso che il contribuente pone in essere rispetto alla legislazione vigente attraverso lo sfruttamento delle lacune del sistema e finalizzato all’ottenimento di risultati che, pur formalmente legittimi, contrastano con il sistema nel suo complesso. L’elusione non scatta con un generico "vantaggio tributario", ma occorre che esso si accompagni ad un utilizzo distorsivo dei "buchi" presenti nelle norme e nel sistema tributario. Diversamente si dovrebbe parlare di elusione per ogni atto di pianificazione fiscale da parte del contribuente. Ciò ovviamente equivarrebbe ad imporre al contribuente in ogni caso la scelta del 1 In tal senso LUNELLI, Normativa antielusione, in “Il Fisco” , 1997, 8484.

Tesi di Master

Autore: Leonardo D'alessandro Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.