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Il Tahur del Sudan. La circoncisione faraonica in una ex colonia inglese.

Le mutilazioni genitali femminili sono quelle pratiche tradizionali, un tempo simbolo di valori sacri ed inviolabili, che comportano l’asportazione parziale o totale degli organi genitali esterni della donna (clitoride, grandi e piccole labbra), accompagnata dall’obliterazione quasi completa della vulva che vanno dalla meno cruenta, la circoncisione, a quelle più dannose, l’escissione e l’infibulazione. Esse sono effettuate, a seconda dell’ etnia di appartenenza, in età e per ragioni diverse, in oltre 25 Paesi africani, soprattutto nella fascia Sub-Sahariana, e ancora in Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Oman, Yemen del Sud e tra i gruppi mussulmani in India, Indonesia, Malesia e Pakistan. In Italia sono presenti molte donne con mutilazioni genitali provenienti o appartenenti a culture di Paesi dove sono endemicamente diffuse. Non è possibile comunque, conoscere con precisione il loro numero, per l’intimità di tali pratiche.

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Il TAHŪR del Sudan. La circoncisione faraonica in una ex colonia inglese. Capitolo 1. Natura e diffusione delle mutilazioni genitali femminili. Le mutilazioni genitali femminili sono quelle pratiche tradizionali, un tempo simbolo di valori sacri ed inviolabili, che comportano l’asportazione parziale o totale degli organi genitali esterni della donna (clitoride, grandi e piccole labbra), accompagnata dall’obliterazione quasi completa della vulva che vanno dalla meno cruenta, la circoncisione, a quelle più dannose, l’escissione e l’infibulazione. Esse sono effettuate, a seconda dell’ etnia di appartenenza, in età e per ragioni diverse, in oltre 25 Paesi africani, soprattutto nella fascia Sub-Sahariana, e ancora in Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Oman, Yemen del Sud e tra i gruppi mussulmani in India, Indonesia, Malesia e Pakistan. In Italia sono presenti molte donne con mutilazioni genitali provenienti o appartenenti a culture di Paesi dove sono endemicamente diffuse. Non è possibile comunque, conoscere con precisione il loro numero, per l’intimità di tali pratiche. La terminologia riferita a questa pratica ha subito una serie di importanti evoluzioni. «Quando per la prima volta si venne a conoscenza della E/MGF (Escissione/Mutilazione Genitale Femminile) al di fuori delle società in cui era usanza tradizionale, la pratica veniva in genere chiamata “circoncisione femminile”. Questo termine, tuttavia, stabilisce un parallelo diretto con la circoncisione maschile, creando confusione tra due pratiche che realtà sono molto diverse tra di loro. Nel caso delle bambine e delle donne, il fenomeno è espressione di una disparità di genere profondamente radicata che assegna 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Serena Greco Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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