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Il presidenzialismo argentino. Concentrazione dell'esecutivo e sfide istituzionali nell'era Kirchner.

L’America Latina costituisce l’area nel mondo in cui vi è la più grande concentrazione di sistemi presidenziali. L’Argentina in questo senso non costituisce un’eccezione. Nonostante i tentativi di avviare un processo di parlamentarización della propria dinamica presidenziale, culminati nella discutibile riforma costituzionale del 1994, i fatti hanno dimostrato che quello argentino è il caso di un sistema híperpresidencialista in cui, garantita la stabilità democratica formale, manca efficacia di governo e qualità istituzionale.
In questo lavoro si analizzano le cause che, negli anni recenti, hanno determinato una crescente concentrazione del potere nelle mani del Presidente argentino a scapito del potere legislativo e di quello giurisdizionale. La frammentazione politica seguita all’approvazione del Pacto de Olivos fra i due partiti più grandi nel 1994, la grave crisi economico-finanziaria che ha colpito l’Argentina nel 2001 e la successiva gestione personalistica del potere da parte del “matrimonio Kirchner” hanno proposto alcuni interrogativi. Come mai un paese come l’Argentina soffre di continue crisi di governabilità? Esistono possibilità di riforma del sistema istituzionale in grado di attenuarne gli eccessi ed i difetti e far fronte alle sfide globali? Qual è il ruolo del peronismo egemonico in questi processi di concentrazione del potere esecutivo? Come si può valutare la gestione di Nestor e Cristina Kirchner in rapporto ai processi di ricostruzione democratica dopo gli anni della dittatura militare?
Dare una risposta a questi interrogativi è l’obiettivo del presente lavoro che vuole fornire un chiave di lettura per capire il funzionamento di un paese che assomiglia all’Italia sotto molti punti di vista.

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Introduzione L’America Latina costituisce l’area nel mondo in cui vi è la più grande concentrazione di sistemi presidenziali. L’Argentina in questo senso non costituisce un’eccezione. Nonostante i tentativi di avviare un processo di parlamentarización della propria dinamica presidenziale, culminati nella discutibile riforma costituzionale del 1994, i fatti hanno dimostrato che quello argentino è il caso di un sistema híperpresidencialista in cui, garantita la stabilità democratica formale, manca efficacia di governo e qualità istituzionale. In questo lavoro si analizzano le cause che, negli anni recenti, hanno determinato una crescente concentrazione del potere nelle mani del Presidente argentino a scapito del potere legislativo e di quello giurisdizionale. La frammentazione politica seguita all’approvazione del Pacto de Olivos fra i due partiti più grandi nel 1994, la grave crisi economico-finanziaria che ha colpito l’Argentina nel 2001 e la successiva gestione personalistica del potere da parte del “matrimonio Kirchner” hanno proposto alcuni pressanti interrogativi. Come mai un paese come l’Argentina soffre di continue crisi di governabilità? Esistono possibilità di riforma del sistema istituzionale in grado di attenuarne gli eccessi ed i difetti e far fronte alle sfide globali? Qual è il ruolo del peronismo egemonico in questi processi di concentrazione del potere esecutivo? Come si può valutare la gestione di Néstor e Cristina Kirchner in rapporto ai processi di ricostruzione democratica dopo gli anni della dittatura militare? Dare una risposta a questi interrogativi è l’obiettivo del presente lavoro che vuole fornire una chiave di lettura per capire il funzionamento di un paese che assomiglia all’Italia sotto molti punti - 6 -

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Riccardo Coppola Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1285 click dal 23/12/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.