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I colori dell'emozione: esplorazione della produzione artistica come mezzo comunicativo non convenzionale

Ho sempre pensato che chi nasce con la fortuna di motivarsi alla realtà e al futuro attraverso la creatività, arrivi ad esternare un bagaglio emotivo non indifferente.
Quando dipingo entro in un mondo parallelo, patinato di quiete ed equilibrio o di turbinii di energia; mi investo di luci e colori, mi alleggerisco, e infine mi libero.
Alla luce di queste emozioni, emozioni che mi hanno portato a riflettere sul potere straordinario dell’arte, ho elaborato le motivazioni principali che mi hanno spinto a intraprendere questo atipico percorso di tesi. La molla che mi ha portato ad intraprendere queste ricerche è l’immensa fiducia che nutro per questo strumento di benessere.
Via non ordinaria di comunicazione al mondo, l’arte nella prospettiva progettuale e propositiva è una risorsa accessibile a tutti, che costa poco e regala molti risultati.
A fronte di questa mia passione, sin dai primi approcci a questo corso, ho ricercato strade congruenti e complementari, contesti che affrontati insieme unissero il mio ascendente per l’arte con la gratificazione che mi deriva dalla speranza e dal sorriso negli occhi delle persone.
Persone che chiamiamo diverse, ma in realtà semplicemente figlie di un universo del quale non possediamo i codici di accesso.
Sono quindi tesa a dimostrare che l’arte, in tutte le sue accezioni, è uno straordinario strumento, che contempla l’educazione, la riabilitazione, il benessere,
la forza per ricreare una realtà del tutto nuova. Realtà dalla quale spesso si sfugge per evitare ancora il dolore, reale che con delicatezza, può e deve essere rielaborato sotto una luce positiva, trascendendo gli stereotipi della malattia e della fissazione.
Di fatto, questa commistione di tecniche non si limita ad essere una finestra aperta sull’inconscio, che scruta l’emozione e la sperimenta. L’arteterapia abilita l’individuo a entrare nella percezione sensibile e a gestirla, modularla in modo che non esploda o si reprima.
Ho cercato di dimostrare, ripercorrendo le numerose teorie che hanno portato la disciplina a trovare la sua applicazione odierna, l’utilità della stessa nel contesto quotidiano. Il contesto del qui ed ora, la realtà educativa.
L’arteterapia, o la tecnica creativa progettuale, è un ottimo strumento di cura in senso psicosociale, per le persone in disagio, per tutte le persone.

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6 INTRODUZIONE “…La pittura è un aspetto dell’arte, l’arte è un aspetto dello spirito”. W.Kandisky Ho sempre pensato che chi nasce con la fortuna di motivarsi alla realtà e al futuro attraverso la creatività, arrivi ad esternare un bagaglio emotivo non indifferente. Quando dipingo entro in un mondo parallelo, patinato di quiete ed equilibrio o di turbinii di energia; mi investo di luci e colori, mi alleggerisco, e infine mi libero. Alla luce di queste emozioni, emozioni che mi hanno portato a riflettere sul potere straordinario dell’arte, ho elaborato le motivazioni principali che mi hanno spinto a intraprendere questo atipico percorso di tesi. La molla che mi ha portato ad intraprendere queste ricerche è l’immensa fiducia che nutro per questo strumento di benessere. Via non ordinaria di comunicazione al mondo, l’arte nella prospettiva progettuale e propositiva è una risorsa accessibile a tutti, che costa poco e regala molti risultati. A fronte di questa mia passione, sin dai primi approcci a questo corso, ho ricercato strade congruenti e complementari, contesti che affrontati insieme unissero il mio ascendente per l’arte con la gratificazione che mi deriva dalla speranza e dal sorriso negli occhi delle persone. Persone che chiamiamo diverse, ma in realtà semplicemente figlie di un universo del quale non possediamo i codici di accesso. Ho cominciato allora a lavorare sulla stesura di questa tesi. Quando un giorno ho incontrato Azzurra. Azzurra che non dice una parola, che si salvaguarda da quella realtà ostile che le ha fatto del male, che non riesce a comprendere. Mi sono imbattuta nelle sue poesie, mi hanno affascinato. Poi per cause, che di casuale a mio avviso hanno veramente poco, mi sono imbattuta in una saggia sua conoscente di vecchia data. Attraverso questa emblematica mediazione sono pervenuta ad una sua opera della giovinezza, opera eseguita quando la sua compagna di vita non aveva ancora cominciato a decostruirla. Tale convergenza tra la parte che mi apparteneva e la predisposizione della donna all’espressione artistica, mi hanno trascinato senza indugio alla decisione. In quel momento avevo scelto la strada da seguire, la spinta che mi permettesse di grattare la superficie dei miei percetti e analizzarli a fondo. Ed ecco che scrivo, tesa a dimostrare che l’arte, in tutte le sue accezioni, è uno straordinario strumento, che contempla l’educazione, la riabilitazione, il benessere, la forza per ricreare una realtà del tutto nuova. Realtà dalla quale spesso si sfugge per evitare ancora il dolore, reale che con delicatezza, può e deve essere rielaborato sotto una luce positiva, trascendendo gli stereotipi della malattia e della fissazione.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Serena Zaniboni Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.