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L'efficienza organizzativa del Gruppo UniCredit

Il Gruppo UniCredit all’interno del sistema bancario italiano ha rappresentato negli ultimi anni una realtà che è andata via via distinguendosi per la sua continua attività di espansione attraverso aggregazioni, per le riorganizzazioni operative e le ristrutturazioni aziendali, processi che sono stati sempre avvalorati da risultati economico-finanziari in linea con quelli dei maggiori competitors europei.
I motivi di una differenza così pronunciata nelle performance rispetto a quelle medie del sistema creditizio nazionale vanno ricercati non solo nelle politiche aggressive in ambito italiano ed extra-frontaliero, ma anche nello schema organizzativo di cui il Gruppo si è dotato e che ha applicato agli istituti che man mano sono entrati a far parte di esso.

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3 INTRODUZIONE Il Gruppo UniCredit all’interno del sistema bancario italiano rappresenta oggi una realtà che è andata via via distinguendosi per la sua continua attività di espansione attraverso aggregazioni, di riorganizzazione operativa e di ristrutturazione aziendale, sempre avvalorata da risultati economico-finanziari in linea con quelli dei maggiori competitors europei. Il processo che ha portato alla costituzione del Gruppo prende avvio dalle privatizzazioni delle imprese di proprietà statale dei primi anni ’90: dal momento della dismissione, tra queste, del Credito Italiano, l’istituto milanese compie un percorso che, prima con la creazione del Gruppo UniCredito Italiano e poi con la costituzione del Gruppo UniCredit, non trova paragone nel panorama italiano per la continuità e la rilevanza dei risultati ottenuti. La politica di fondo seguita dal Gruppo ha tracciato per gli altri operatori nazionali una strada che porta al superamento del ritardo in termini di competitività e redditività in cui il sistema italiano tuttora si trova rispetto agli altri sistemi europei, scontando elementi di criticità ancora ben presenti nei primi anni ’90, quali le dimensioni inadeguate degli intermediari, l’insoddisfacente struttura proprietaria, con una ancora rilevante presenza dell’azionista pubblico e i modesti livelli di redditività. Le linee evolutive degli anni più recenti hanno condotto in primo luogo ad un marcato aumento delle dimensioni, che ha portato - come dato indicativo – ad una dimensione media dei primi cinque gruppi bancari nazionali, in termini di totale dell’attivo, da circa 89 miliardi di euro del 1993 a 450 miliardi della fine del 2007. Altro fenomeno chiaramente riscontrabile è stato l’aumento del grado di concentrazione del sistema, tanto che la quota delle attività facenti capo ai cinque maggiori gruppi è passata dal 35% del 1995 al 51,5% del 2007, valore secondo in Europa solo a quello della Francia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Simone Severini Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3127 click dal 13/01/2009.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.