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Euro-English as a Vehicle of Corporate Identity: a Case Study

Partendo proprio dal titolo del lavoro, che è sostanzialmente un lavoro di ricerca, possiamo isolare i due temi principali: da una parte abbiamo il cosiddetto Euro-English o inglese europeo; dall’altra la corporate identity o identità aziendale. Nel primo caso si tratta di una varietà linguistica emergente dell’inglese, così come lo si impiega in Europa come lingua veicolare nei campi e settori più disparati; l’inglese è infatti la lingua più studiata in tutta Europa e nonostante il vivace dibattito sul multilinguismo all’interno dell’UE, è la lingua considerata più utile dalla maggioranza dei cittadini europei, come dimostrato da alcune inchieste come quelle dell’Eurobarometer. L’identità aziendale è invece la sintesi dei principi e dei valori fondanti di una qualsiasi impresa, che ne costituiscono (o almeno ne dovrebbero costituire) il filo conduttore e il punto di riferimento in qualsiasi situazione e attività intrapresa. Nell’ambito della comunicazione d’impresa, quest’ultimo aspetto viene sempre più spesso valorizzato dalle imprese come fattore decisivo per il proprio successo; la sua trasmissione ai pubblici esterni avviene sempre più spesso attraverso la rete e quindi il sito web aziendale in varie versioni linguistiche. Nella versione inglese di molti siti di imprese europee, troviamo quindi tracce di quell’inglese europeo di cui parlavamo prima e che diventa un potente strumento per veicolare l’essenza dell’impresa e dei suoi prodotti o servizi. È stato questo l’obiettivo primario del mio lavoro di ricerca: verificare fino in che misura l’inglese europeo come lingua veicolare fosse presente anche nella comunicazione aziendale scritta e multimediale come quella dei siti web, che spesso è meno controllata rispetto alla produzione scritta classica, e quindi suscettibile di variazioni e deviazioni. Lo scopo è stato anche quello di vedere quali fra le caratteristiche individuate da Seidlhofer, Modiano e Jenkins fossero in concreto ricorrenti nel contesto della rete e come esse fossero funzionali all’esplicitazione della identità aziendale delle imprese proprietarie dei siti web scelti; inoltre, nei testi in inglese ho tentato anche di individuare eventuali elementi linguistici che potessero essere ricondotti alla lingua ufficiale del paese di origine delle varie imprese. Sono stati scelti infatti 7 siti web di altrettante compagnie energetiche di 7 differenti paesi europei: la scelta di compagnie energetiche deriva dal fatto che ho effettuato il periodo di tirocinio previsto dal nostro curriculum in un’azienda elettromeccanica di Modena che produce trasformatori per grandi centrali elettriche in tutta Europa. All’interno di tali siti, sono state individuate le sezioni che sono deputate alla trasmissione della corporate identity (sono quelle che spesso vengono denominate About Us, o in italiano Chi siamo?) e i loro testi sono confluiti poi nel campione analizzato anche con l’ausilio di un software di analisi testuale chiamato AntConc. I testi web (quindi in formato HTML) in inglese sono stati prima letti attentamente, in modo da individuare chiaramente tutti gli esempi di inglese europeo, dall’omissione della –s alla terza persona singolare del presente, alle deviazioni grammaticali in fatto di articoli, preposizioni, pronomi relativi e colllocations; successivamente sono anche stati analizzati attraverso il software a cui accennavo prima sia per vedere le varietà di spelling (britannico o americano) impiegate, che poi per effettuare una ricerca estesa (e così valutarne anche la frequenza) delle principali keywords, espressioni e costruzioni grammaticali finalizzate alla comunicazione della corporate identity.

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6   RIASSUNTO Questo lavoro di ricerca pone l’accento su due realtà che, nell’ambito della comunicazione d’impresa sempre più proiettata verso destinatari internazionali, vengono a trovarsi oggi continuamente a stretto contatto. Da un lato, l’inglese europeo (o Euro-English), ovvero la varietà linguistica che riveste il ruolo di lingua franca all’interno del contesto europeo, una lingua usata essenzialmente da non nativi, con non nativi, come unico strumento di comunicazione. Lo Euro-English è stato finora studiato soprattutto nelle interazioni orali per individuarne le tendenze di sviluppo nell’ambito del dibattito sui World Englishes e sul multilinguismo nell’UE e le eventuali interferenze linguistiche derivanti dalla lingua madre del parlante non nativo. Esso è caratterizzato in sostanza da deviazioni dallo standard che tuttavia, nella maggior parte dei casi, non ostacolano la comprensione reciproca dei partecipanti alla comunicazione. Esse riguardano soprattutto lessico, ordine sintattico e phrasal verbs, insieme alla tendenza a standardizzare l’uso dei pronomi relativi e a omettere la desinenza –s della terza persona singolare del presente. Dall’altro, la corporate identity è l’insieme dei valori fondamentali e della filosofia dell’impresa, che rappresentano le linee guida per ogni suo membro, da seguire in ogni attività e in ogni momento della vita aziendale. L’identità aziendale è multiforme ed si concretizza in vari aspetti necessari per raggiungere il cosiddetto vantaggio competitivo, fattore imprescindibile per l’impresa per sopravvivere con successo nell’economia odierna: mission, corporate governance, social corporate responsibility, rispetto per l’ambiente e per i propri dipendenti sono solo alcuni dei termini ricorrenti nella definizione dell’identità. Nell’ampio contesto della comunicazione d’impresa, dunque, questo lavoro ha cercato di verificare in quale misura aziende e grandi imprese ricorrano effettivamente allo Euro- English come veicolo per comunicare la propria identità aziendale, in particolare attraverso il proprio sito web aziendale. A partire da alcuni studi effettuati dall’UE sulla diffusione dell’inglese e sul suo livello di acquisizione linguistica nei vari paesi (come le inchieste Eurobarometer) e da importanti saggi sull’evoluzione dell’inglese a livello mondiale (in particolare, la concettualizzazione dei Concentric Circles di Kachru, rivista poi da Berns e Cramer, ma anche gli studi e le definizioni operative di Seidlhofer e Modiano sull’inglese europeo), sono stati scelti sette siti web di altrettante aziende del settore elettrico e/o energetico, appartenenti a sette Stati membri dell’Unione Europea. La ricerca poi si è concentrata sulle sezioni dei siti in cui le imprese si presentano a tutto tondo (chiamate spesso

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulia Barbetti Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1755 click dal 15/01/2009.

 

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