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La nozione di giudice a quo nella più recente giurisprudenza costituzionale

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Menicucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Roberto Romboli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

Non prevedendo il ricorso diretto del cittadino come tale o come portatore di un interesse qualificato, il sistema costituzionale italiano valorizza il ruolo del giudice e dell'iniziativa a questi riconosciuta nel ricorso alla Corte, connotandola di una sostanziale esclusività. La Corte costituzionale ha affrontato spesso il tema della legittimazione del giudice a quo ma in due soli casi ha accolto una nozione funzionale e sostanziale di giudice e di giudizio, ritenendo sufficiente per la legittimazione la sussistenza dell'esercizio di funzioni giudicanti per l'obiettiva applicazione della legge da parte di soggetti super partse anche estranei all'organizzazione della giurisdizione: la Corte dei conti in sede di controllo e gli arbitri.

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1 CAPITOLO I La Corte costituzionale e l'autorità giudiziaria: il ruolo assegnato al giudice nel sistema di giustizia costituzionale italiano. Il particolare ruolo riconosciuto al giudice nell'ambito del processo di legittimità costituzionale delle leggi è frutto della scelta per un sistema di giustizia costituzionale "misto", posto a metà strada tra quello accentrato, di origine austriaca, e quello di tipo diffuso, di stampo statunitense. Come nel modello accentrato, si affida ad un apposito organo costituzionale, autonomo e indipendente, il compito di garantire il rispetto della rigidità della Costituzione; vengono, invece, mutuate dal modello diffuso l'estensione del sindacato della Corte ai profili di legittimità sostanziale della legge e, soprattutto, il coinvolgimento nel processo dei giudici comuni, attraverso il procedimento in via incidentale 1 . La soluzione cui si è pervenuti è stata determinata da motivi in parte tecnico- giuridici, in parte politici: da un lato, occorreva tenere presenti la struttura regionale dello Stato e l'inesistenza di un principio analogo a quello dello stare decisis che caratterizza i sistemi di "common law": in assenza del vincolo dato dal precedente, affidare la decisione delle questioni di legittimità costituzionale ai singoli giudici avrebbe comportato inevitabili difformità di giudizio e, quindi, conseguenze negative sul piano della certezza del diritto; dall'altro, vi era un atteggiamento di forte diffidenza nei confronti della classe dei magistrati che, essendosi formata sotto il regime fascista, non si reputava 1 Tra le forme di investitura della Corte, essendo del tutto eccezionale l'instaurazione di un conflitto di attribuzione tra poteri dello stato e svolgendosi la via diretta essenzialmente con riguardo a problemi di competenza, è stata quella incidentale ad assumere, sia sotto l'aspetto quantitativo, sia sotto quello qualitativo, una posizione di assoluta preminenza sulle altre, ed è su questa che la Corte ha principalmente costruito il proprio ruolo e la propria legittimazione.

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arbitri
c.s.m. sezione disciplinare
commissioni tributarie
consiglio di stato
corte cost. sent. n. 376/2001
corte costituzionale
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giudice a quo
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nozione sostanziale di giudice
p.m.
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