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La ballerina di danza classica: l'armonia di un corpo imperfetto

L’oggetto della tesi può riassumersi nell’analisi del rapporto esistente tra la danza classica e la fisiologia posturale: dall’analisi della postura alle alterazioni posturali della ballerina.

Obiettivi
La ricerca sperimentale è stata intrapresa con il fine di dimostrare in che modo la danza classica plasma il corpo di una ballerina fin dall’infanzia per rispettare alcuni requisiti, fondamentali alla pratica di questa disciplina : esilità, linearità, leggerezza, forza muscolare, equilibrio, apertura, elasticità, fluidità e soprattutto perfezione. Tutti questi parametri, acquisiti in età infantile, possono arrecare anomalie posturali che, con il passare del tempo e senza trattamenti adeguati, si rifletteranno sia sulle prestazioni tersicoree che sulla normale vita quotidiana delle giovani ballerine, causando veri e propri dismorfismi. Dunque, l’obiettivo ultimo di questo studio è come la danza classica, sinonimo della perfezione, arrechi disturbi non casuali, ma silenti e degenerativi.

Metodi e strumenti
Lo studio ha analizzato la biomeccanica della danza in rapporto alla fisiologia umana e al corpo umano nella sua globalità per verificare l’obiettivo suddetto. I principali strumenti utilizzati per approfondire tale argomento sono stati testi di clinica ortopedica di medicina della danza, articoli scientifici di ortopedia e traumatologia, ricerche interattive, revisione di letteratura scientifica sull’oggetto di studio. Inoltre personalmente ho assistito ad un convegno tenuto dai medici ortopedici del Teatro Alla Scala di Milano in cui si è discusso di patologie inerenti lo sviluppo muscolo-scheletrico nelle ballerine, soffermandosi in particolar modo sull’arto inferiore e sul rachide.
Abbiamo condotto un’ indagine epidemiologica in alcune scuole di danza classica a Roma attraverso la somministrazione di questionari rivolti sia a studentesse ( dai 14 anni in poi ) che a insegnanti, per studiare il rapporto tra il tempo impiegato nella danza, i relativi disturbi emergenti, e l’intensità del dolore percepito. I risultati hanno messo in evidenza l’insorgenza di alterazioni posturali differenti a seconda della fascia di età, che incidono sulla vita quotidiana e sullo sviluppo muscolo-scheletrico. Abbiamo, quindi, eseguito un’attenta osservazione e valutazione posturale di 15 casi clinici, previo consenso informato, (dai 14 ai 20 anni ) adottando come strumento oggettivo la scheda di valutazione del metodo riabilitativo di Rieducazione Posturale Globale.
In seguito ai risultati ottenuti dalle valutazioni sono state ipotizzate misure di prevenzione seguendo sempre i principi della Rieducazione Posturale Globale.

Proposta di interpretazione
La ricerca sperimentale propone una nuova osservazione della disciplina artistica della danza classica con la speranza che susciti l’interesse di molte figure professionali. Dal punto di vista riabilitativo sarebbe opportuno interpretare questa forma artistica come anti-fisiologica e, quindi, una peculiare osservazione seguita da una corretta valutazione sarebbero proficue forme di prevenzione. Questo studio, inoltre, propone di fornire le giuste conoscenze, per una valutazione riabilitativa non minimizzata al singolo infortunio o dolore, come se fosse una mera “casualità”, ma conseguenza di un’attività “estrema” esercitata per molte ore nell’arco della giornata. Pertanto bisogna porre maggiore attenzione ai rischi sottesi allo studio di questa disciplina, i quali molto spesso vengono celati dalla perfezione delle linee e dalla leggiadria dei movimenti di una ballerina senza guardare i limiti anatomici della struttura corporea.
In conclusione, di fronte al crescente numero di giovani che desiderano intraprendere la carriera di ballerine professioniste sarebbe importante la presenza di figure sanitarie specializzate che si interessino alla prevenzione e al trattamento dei disordini muscolo-scheletrici e delle alterazioni posturali associati alla pratica della danza classica.


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Introduzione I INTRODUZIONE “ La danza classica è una forma d’arte realizzata da un atleta speciale” 11 : la leggiadria e la grazia dell’esecuzione del balletto nascondono le straordinarie prestazioni. Fin da bambina sono stata affascinata dalla leggiadria che esprimeva la ballerina classica, la quale nonostante il suo corpo così esile eseguiva alla perfezione passi tanti complessi, mantenendo un equilibrio costante. Questo è stato il motivo per cui ho deciso all’età di soli 5 anni di iniziare a studiare questa attività o meglio dire questa disciplina caratterizzata da rigorose regole e comportamenti sui quali si fonda fin dall’epoca del Rinascimento. Da quel giorno la danza classica è diventata la mia passione, alimentata giorno dopo giorno dalle ripetute prove e dalle esibizioni. Questa disciplina mi ha accompagnato durante la crescita influenzando la formazione del mio carattere e soprattutto plasmando il mio corpo. La passione costruiva un sogno: diventare una ballerina professionista di teatro. Tuttavia, attualmente, continuo a studiare la danza classica seppure non ho mai potuto fare parte del corpo di ballo dell’accademia nazionale di danza come tanto sognavo da adolescente. La danza classica è una disciplina che secondo le sue regole va iniziata nell’infanzia per sviluppare un tipo di corpo che possa rispettare alcuni requisiti, fondamentali alla pratica della stessa: esilità, linearità, leggerezza, forza muscolare, equilibrio, apertura, elasticità, fluidità e soprattutto perfezione. Tutti questi parametri, acquisiti in età infantile, apportano numerose modifiche muscolo scheletriche rispetto alla normale anatomia e fisiologia umana, in particolar modo alla colonna vertebrale e agli arti

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Silvia Quattrocchi Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.