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Disagio psicologico dell'infermiere-soccorritore impegnato in una maxi-emergenza

A seguito di un evento catastrofico distinguiamo diversi disturbi sia nelle vittime che nei soccorritori:
1. Disturbo post-traumatico da stress;
2. Disturbo acuto da stress;
3. Disturbo d’ansia generalizzata;
4. Il disturbo di panico con o senza agorafobia.
Quindi appare evidente che non si può lasciare al caso o all’improvvisazione l’assistenza e la preparazione operativa che fa la differenza fra vivere, morire o subire un disagio psicologico per l’esposizione alla sofferenza altrui.
Scopo primario della tesi, quindi, è capire le caratteristiche che dovrebbe avere un soccorritore, analizzare in modo critico quanto durante la laurea di 1° livello si affrontino le peculiarità dell’assistenza infermieristica nelle maxi-emergenze e rilevare quanti infermieri frequentino, dopo la laurea, Master sulle maxi-emergenze o dei corsi di perfezionamento specifico.
L’interesse per questa tematica nasce dalla consapevolezza che oggi l’infermiere, più che mai, possa nel corso di un’emergenza, essere esposto, crudamente ed inesorabilmente, agli effetti dell’evento disastro e quindi fortemente a rischio psicologico.
Occorre, sempre tenere presente che se l’operatore diventa a sua volta una vittima, sarà di scarso o di nessun aiuto per i pazienti e potrà porre in pericolo altro personale di soccorso.

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6 Introduzione Nell attivit di un evento catastrofico, Ł importante che ciascuno conosca sØ stesso e sappia benissimo come, che cosa e in quanto tempo fare, infatti si pu ragionevolmente sostener e che chiunque sia testimone di una catastrofe Ł in qualche maniera vittima della catastrofe stessa. Da soccorritore si corre il rischio quindi di diventare vittima, non solo perchØ si pu , nel soccorso stesso, rimanere feriti o uccisi (es: i vigili del fuoco a New York nei soccorsi in seguito all attentato alle Torri Gemelle dell 11 settembre del 2001), ma perchØ si pu essere congiunti, colleghi o amici di vittime e/o far parte della comunit colpita (come i militari che hanno prestato soccorso a Nassiriya durante l attentato suicida del 12 novembre del 2003), anche solo perchØ si Ł inesorabilmente e crudamente esposti agli effetti dell evento. Come infermiere del Corpo Sanitario dell Esercito, proiettato verso scenari operativi complessi, il rischio di attentati terroristici, devastazioni e disastri naturali, sono da considerare come possibili evenienze. Proprio per il futuro impiego presso i reparti operativi, in scenari War1 o di PSO s2, mi sono spesso interrogato sulle reali competenze e sulle qualit degli infermieri soccorritori in un d isastro o in una maxi- emergenza. Talvolta, anche la sola esposizione, specie se intensa e/o ripetuta rende il soccorritore vittima di un trauma; la questione sta allora in 1 Reali operazioni di guerra nelle quali deve essere pianificata un assistenza sanitaria che tenga in considerazione anche le patologie presenti sul territorio ove saranno inviate le truppe. 2 Peace Support Operations ultimamente ribattezzate CRO s (Crisis Response Operations) mirano alla risoluzione di stati di crisi ed al sostegno della pace. Devono considerare un maggior afflusso di pazienti, differenti tipi di patologie, particolari realt sociali e religiose.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Antonio Paviera Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.