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La telecronaca sportiva in Italia: un approccio testologico - semiotico

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Cruciani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Gianna Angelini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

Dal punto di vista storico si può analizzare l’evoluzione del modo di raccontare il calcio, dal punto di vista del pubblico si possono analizzare le percezioni di chi si pone davanti al racconto dello spettacolo sportivo oppure attuare un’analisi prettamente tecnica di ciò che il telecronista presenta. A mio avviso però per ottenere una visione completa di questa problematica in modo pienamente esaustivo è necessario integrare queste teorie con qualcosa di innovativo nell’analisi della telecronaca sportiva. Prendere in esame solo aspetti tecnici (terminologie e tormentoni prodotti dai singoli telecronisti), storici (da Niccolò Carosio ad oggi) e di gradimento del pubblico (soprattutto riguardanti audience e riconoscibilità del professionista) sviluppa una panoramica eterogenea del problema ma certamente non completa. Occorre infatti prendere in considerazione il linguaggio utilizzato dal telecronista in quella determinata azione, unendo nell’analisi che si va ad effettuare parole ed immagini: creare insomma un metalinguaggio della telecronaca sportiva in Italia. Per fare questo sono ricorso al metalinguaggio per eccellenza che ha permesso, a studiosi e studenti, di indagare vari testi quali poesia, cinema, pittura, narrativa, fotografia, televisione e non solo. Mi riferisco alla Testologia Semiotica elaborata dal professor Janor Sandor Petofi. All’interno di un modello estremamente flessibile e polivalente come quello testologico - semiotico ho altresì individuato quegli aspetti che, nel modo più completo possibile, sarebbero stati maggiormente indicati allo scopo finale. In quest’ottica ho individuato come preponderanti due elementi cardine quali il sensus e la relatum. In altre parole il vero scopo di questa ricerca è quello di verificare le reali differenze di impostazione, di sviluppo e di percezione dei principali telecronisti italiani in modo tale da definire le prerogative dei singoli telecronisti e, dove esistono, sottolineare la varie differenze tecniche. Si potrebbe obiettare, ed in parte è anche vero, che tali differenze sarebbero potute essere identificate all’interno di un ragionamento puramente intuitivo legato all’osservazione attenta delle varie telecronache. In parte questo modo di ragionare è vero ma l’aspetto che mi premeva di più era quello di vedere se, presupponendo una base teorica - scientifica di assoluta importanza quale la Testologia Semiotica si sarebbero potuti verificare quelle “impressioni” o semplici riflessioni che ho potuto constatare quale comune appassionato di calcio e attento osservatore della comunicazione applicata al mondo sportivo in generale e, nel particolare a quello calcistico.
Fare dei semplici rimandi o riferimenti alle teorie elencate sarebbe stato quantomeno poco esaustivo ed, in tal senso, ho elaborato un preciso schema d’analisi che potesse tenere in considerazione quegli aspetti particolari che, a mio avviso, permettono di identificare le differenze presenti. A cosa applicare questo schema d’analisi elaborato in fase di preparazione? Ho dunque selezionato come telecronista RAI Marco Civoli, per la piattaforma digitale SKY Fabio Caressa e per Mediaset Sandro Piccinini. Per rendere il tutto maggiormente comprendibile ed anche confrontabile ho preso in considerazione stralci di telecronaca di autori differenti ma relativi agli stessi incontri. In particolare questo parallelo è stato possibile relativamente a Civoli e Caressa che hanno commentato,per le rispettive televisioni, le partite della nazionale Italiana ai Mondiali di Germania 2006. In questo modo effettuare un confronto è risultato essere più semplice ed accessibile. Per quanto riguarda Piccinini, che non ha avuto l’opportunità di effettuare telecronache Mondiali, non è risultato difficile trovare partite importanti dalle quali prendere parti di telecronaca. Sono state prese in considerazione finali di Champions League commentate dal telecronista di Mediaset negli ultimi dieci anni. Per completare questo lavoro e rendere anche il punto di vista dei protagonisti analizzati, ho effettuato delle interviste con gli stessi in modo da sviluppare una duplice via: completare il lavoro d’analisi presentato sopra e conoscere più da vicino il loro pensiero in merito alla telecronaca sportiva nei suoi molteplici aspetti; dai modelli di riferimenti alla differenza tra telecronaca da studio o in diretta dal campo, dall’evoluzione del gioco al fatto di poter continuamente evolvere il proprio modo di far telecronaca. In definitiva si tratta di un lavoro estremamente eterogeneo da un punto di vista dell’analisi in quanto insiste su una molteplicità di fattori, per arrivare a quei risultati prefissati in fase di indagine. I punti fermi di questa prospettiva sono però evidenti agli occhi di tutti: la Testologia Semiotica (in particolare insistendo sui concetti di Sensus e Relatum) ed i telecronisti di riferimento (Caressa, Civoli,Piccinini in rigoroso ordine alfabetico).

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5 INTRODUZIONE Esiste un modello unico di telecronaca sportiva in Italia oppure esistono svariati modelli e punti di riferimento? E’ possibile incentrare in questa domanda il tema fondamentale che vuole essere indagato in questo lavoro. Si tratta di un interrogativo sul quale personalmente ho avuto modo di interrogarmi in diverse circostanze sul quale però trovare però una risposta unica, valida per tutti i molteplici aspetti presi in considerazione, risulta qualcosa di estremamente complicato. Gli approcci a questo tipo di problema possono essere di varia natura. Dal punto di vista storico si può analizzare l’evoluzione del modo di raccontare il calcio, dal punto di vista del pubblico si possono analizzare le percezioni di chi si pone davanti al racconto dello spettacolo sportivo oppure attuare un’analisi prettamente tecnica di ciò che il telecronista presenta. Si parla di modi di analisi assolutamente validi ed estremamente efficaci nei loro singoli aspetti. A mio avviso infatti per ottenere una visione completa di questa problematica in modo pienamente esaustivo è necessario integrare queste teorie con qualcosa di innovativo nell’analisi della telecronaca sportiva. Prendere in esame solo aspetti tecnici (terminologie e tormentoni prodotti dai singoli telecronisti), storici (da Niccolò Carosio ad oggi) e di gradimento del pubblico (soprattutto riguardanti audience e riconoscibilità del professionista) sviluppa una panoramica eterogenea del problema ma certamente non completa. Occorre infatti prendere in considerazione il linguaggio utilizzato dal telecronista in quella determinata azione, unendo nell’analisi che si va ad effettuare parole ed immagini: creare insomma un metalinguaggio della telecronaca sportiva in Italia. Per fare questo sono ricorso al metalinguaggio per eccellenza che ha permesso, a studiosi e studenti, di indagare vari testi quali poesia, cinema, pittura, narrativa, fotografia, televisione e non solo. Mi riferisco alla Testologia Semiotica elaborata dal professor Janor Sandor Petofi: una teoria in continuo divenire che permette di analizzare tutti i modelli comunicativi mantenendo un approccio standard e comune ai vari modelli della comunicazione. All’interno di un modello estremamente flessibile e polivalente come quello testologico - semiotico ho altresì individuato quegli aspetti che, nel modo più completo possibile, sarebbero stati maggiormente indicati allo scopo finale. In quest’ottica ho individuato come preponderanti due elementi cardine dell’Architettura Semantica che riguarda molto da vicino il concetto di Significato. Si tratta infatti di identificare all’interno del corpus di riferimento preso in considerazione (stralci di telecronache sportive calcistiche degli ultimi anni) i vari significati che le parole assumono in riferimento ai telespettatori. In altre parole il vero scopo di questa ricerca è quello di verificare le reali differenze di impostazione, di sviluppo e di percezione dei principali telecronisti italiani in modo tale da definire le prerogative dei singoli telecronisti e, dove esistono,

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