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Lo stretching: prevenzione ed effetti sulla performance sportiva

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Schianchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze delle attività motorie e sportive
  Relatore: Paolo Chiodera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Lo stretching è un metodo di allenamento molto diffuso in ambito sportivo.
E' diventato talmente popolare che si sono persi di vista gli obbiettivi di questo metodo, che attualmente viene utilizzato in maniera indiscriminata.
Vedremo in che modo lo stretching agisce sul corpo umano e se sia considerabile un tipo di esercizio effettivamente utile per la prevenzione degli infortuni e per il miglioramento della performance sportiva, nelle componenti di forza, velocità e mobilità articolare.

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INTRODUZIONE Lo stretching è una metodica di allenamento molto diffusa, praticamente in ogni disciplina sportiva e nel campo della riabilitazione. L’obbiettivo principale di questa metodo è la ricerca di una migliore flessibilità. Attualmente, nella pratica sportiva, viene utilizzato per migliorare il gesto tecnico attraverso un miglioramento della flessibilità e della mobilità articolare, inoltre molto spesso è inserito nei programmi di allenamento sia nel riscaldamento pre - gara allo scopo di diminuire gli infortuni, sia alla fine per accelerare il recupero. Ha iniziato ad avere grande successo a partire dagli anni 70 grazie a Bob Anderson, il metodo di stretching statico passivo, il più diffuso tutt’ora, e consiste nello stirare il muscolo lentamente per circa 5 secondi fino a raggiungere il massimo della lunghezza, compatibilmente con l’assenza di dolore: l’allungamento deve essere mantenuto per circa 15 - 20 secondi, quindi lentamente si riporta il muscolo alla posizione iniziale. Successivamente ebbero successo, come vedremo in seguito, molte altre tecniche di allungamento muscolare come il PNF (Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva) considerato attualmente il metodo di allungamento muscolare più efficace , e il metodo di Wharton, particolarmente utilizzato dagli atleti americani alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Ogni metodo cerca di sfruttare al meglio le proprietà fisiologiche del muscolo per arrivare allo scopo principale per cui un allenamento della flessibilità si prefigge. Lo stretching è un metodo famoso e conosciuto da tutti che chiunque è in grado di praticare. Questa facilità di utilizzo ha reso, però, lo stretching, un tipo di attività utilizzata spesso in modo indiscriminato ed in qualsiasi occasione, mentre esso ha precise regole di esecuzione e non è sempre consigliabile un suo utilizzo. Infatti, negli ultimi anni, si è dibattuto molto sulle sue effettive qualità: la ricerca più famosa che più ha influenzato il lavoro di molti addetti alla preparazione fisica, è senz’altro quella del Dott. Herbert dell’Università di Sidney, che come vedremo, ha messo in dubbio alcune proprietà attribuite allo stretching e in particolare la capacità di ridurre il numero degli infortuni. Oltre questa problematica, si è molto dibattuto anche circa l’uso dell’allungamento muscolare utilizzato come metodo in grado di dare benefici alla performance sportiva. 5

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Parole chiave

allungamento muscolare
forza
metodo di allenamento
miglioramento performance
mobilità articolare
muscoli
prevenzione infortuni
sport
stretching

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