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New media e campagne elettorali: il caso di YouTube nella campagna elettorale italiana 2008

Informazioni tesi

  Autore: Margherita Aina
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Giampietro mazzoleni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

La tesi prende in considerazione il rapporto tra i Nuovi Media e le campagne elettorali. Negli ultimi anni il web è diventato sempre più importante non solo come strumento di reperimento di fondi e di attivisti ma anche per dare visibilità a candidati, partiti ed issue (funzione di advocacy) che non riescono ad ottenere spazio sui mass-media tradizionali. L'evoluzione del web 2.0 ha permesso di creare siti che danno la possibilità di una comunicazione più efficace e la formazione di reti sempre più interconnesse (come nei casi di MySpace e Facebook), nonchè la commistione di media caldi e freddi come accade nel caso di YouTube, dove si unisce il prodotto video all'interattività. Le elezioni 2008 negli Stati Uniti, con la vittoria di Obama, ne sono state un esempio. Per queste elezioni sono stati organizzati veri e propri dibattiti tra utenti del sito (e un sottosito, YouChoose) e i vari candidati. Dopo aver ripercorso brevemente il rapporto tra Nuovi Media e comunicazione politica, anche in Italia, ci si è concentrati sul caso di YouTube, ormai molto diffuso anche nel nostro Paese. Prima si è fatto un breve excursus del caso americano, sulla diffusione di YouTube e sulla campagna 2008, con dati e tabelle, poi si è passati a quello italiano. La campagna elettorale italiana del 2008 prometteva di essere portatrice di novità: la caduta del Governo Prodi, la presenza di sentimenti di antipolitica, anche dopo le varie manifestazioni, ad esempio quelle guidate da Beppe Grillo e dagli utenti del suo blog, la nascita di nuovi partiti, con il Partito Democratico, che prometteva nuove forme di attivismo e di partecipazione politica (ad esempio le primarie), il Popolo della Libertà, la Sinistra Arcobaleno, la necessità di coinvolgere i giovani.
Attraverso una indagine sono stati visualizzati tutti i filmati pubblicati nel mese di Campagna elettorale precedente le elezioni del 13 e 14 aprile 2008, per studiare il rapporto tra questi e le campagne elettorali di singoli candidati, di partiti e che dibattito abbiano suscitato sia nei singoli utenti sia nei media tradizionali, studiando anche gli articoli pubblicati sui principali quotidiani italiani nello stesso mese.
Si è cercato di capire se le tematiche presenti nei video abbiano influenzato in qualche modo i temi della campagna. Sono stati analizzati circa 500 video, la maggioranza pubblicati da singoli utenti e candidati, e ne sono state create tabelle e grafici per tipologia, per utente, per tipo di messaggio, per partito, per data di inserimento, per personaggio politico maggiormente presente...
Ciò che è emerso, oltre ad una nota di antipolitica evidente nei video postati dai singoli utenti, è che il dibattito durante la campagna è stato influenzato solo nei casi in cui i temi dei video fossero riportati dai media tradizionali, e che questi ultimi, hanno dato rilevanza soprattutto a filmati pubblicati da personaggi già conosciuti all'interno del sistema dei media classici. Per il resto le tematiche riprendevano quelle della sicurezza, dell'immigrazione, della corruzione ecc..già presenti nei media tradizionali. I partiti hanno dimostrato uno scarso controllo della comunicazione attraverso questi mezzi, e hanno prevalso i singoli candidati nell'inserimento dei video. Questo ha portato a forme di personalizzazione estrema, ancora maggiori di quelle permesse dalla tv, che abbiamo definito di "pavonismo politico", dove i candidati si sforzano di "fare presenza" sul web, ma senza una strategia di comunicazione mirata, in un contesto che non fornisce informazione completa per un utente alla ricerca di notizie o un elettore indeciso. YouTube nelle elezioni 2008 ha certamento svolto un ruolo importante come archivio della memoria politica: se la tv permetteva una simultaneità despazializzata, ora YouTube permette di svincolarsi anche dal tempo, adattandolo al proprio. In questo senso abbiamo dimostrato un paradosso della democrazia: se non si è parte di una elité che ha già parola e controllo nel discorso pubblico e nella sfera pubblica, è difficile sfruttare anche le nuove possibilità fornite dai nuovi media ed il rischio è che la comunicazione rimanga nel contesto in cui è stata creata. La lettura dei risultati elettorali con la debacle della Snistra Arcobaleno può anche trovare delle risposte in questi argomenti.
Una possibile soluzione che è stata individuata è l'utilizzo della convergenza tecnologica, che dia la possibilità di inserire messaggi significativi, in grado di rendere visibile subito la comunicazione (e scalare ad esempio le classifiche dei motori di ricerca) all'interno di un discorso organico. Esempi che abbiamo citato sono quelli di Current Tv, la televisione fondata da Al Gore nel 2005, e dal 2008 presente anche in Italia, che unisce la comunicazione via cavo, via satellite, il web con una commistione di contenuti creati dagli utenti e di produzioni proprie. In italia un esempio simile è stato tentato con la tv del Partito Democratico, YouDem.

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Introduzione Questo lavoro si propone di indagare il rapporto tra i cosiddetti nuovi media e la comunicazione elettorale. Mai come negli ultimi anni si è parlato dell'importanza delle nuove tecnologie nell'ambito della comunicazione, che sarebbe ancora maggiore se il risultato di questa fosse a vantaggio di una idea o di una forza politica. Il dibattito sulla efficacia e sulla utilità di questi media “nuovi”, soprattutto Internet e tutto ciò che è legato alla Rete, è aperto. Inoltre, il caso ha voluto che nelle maggiori democrazie europee e negli Stati Uniti, negli ultimi due anni si svolgessero elezioni politiche di grande importanza, in cui il ricorso e l'attenzione ad Internet e ai nuovi media sono stati decisamente maggiore degli anni precedenti, e soprattutto molto evidenziati anche dai “vecchi” media, giornali in primis. Contemporaneamente, Internet ha subito in questi anni una evoluzione, trasformandosi nel cosiddetto “web 2.0” che, soprattutto con la possibilità di inserire e vedere video online, ha permesso di unire l'attrattiva e la spettacolarità di mezzi come la televisione all'interattività tipica della Rete. Che conseguenze ha sulla comunicazione questa evoluzione delle forme? È un momento di svolta, o solo un allargamento delle possibilità? Le nuove forme porteranno anche nuovi contenuti? E quali forme di comunicazione ne risentiranno di più? Saranno cambiamenti utili per la democrazia, per la lotta per la difesa degli interessi di ciascuno, per il dibattito politico, per il dibattito pubblico, per la lotta per il potere, per la politica? Si è quindi pensato di cercare di rispondere a queste domande, concentrandosi proprio sull'ambito della comunicazione politica, ed in particolare quella elettorale. Infine, le recenti elezioni italiane hanno offerto la possibilità di poter indagare “dal vivo” la situazione del rapporto tra nuovi media, in particolare il web, nella forma più evoluta che consente la riproposizione di video, e la comunicazione politico-elettorale. 4

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antipolitica
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