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Miglioramento del clima lavorativo: strategie gestionali del conflitto interprofessionale causato dalla prevaricazione del ruolo decisionale dell’infermiere di triage

In Area Critica ed in particolare nel Dipartimento Emergenza Accettazione, dove opera lo scrivente, il maggiore problema che si presenta, e che va a detrimento di tutta l’attività a favore dell’utenza sono i tentativi di screditare, talvolta anche inconsciamente, la “funzione di comando”, in quanto decisionale dell’Infermiere di Triage attuata da altri membri dell’equipe, ed in particolar modo da chi precedentemente aveva sempre ricoperto l’unica funzione deputata a disporre qualsiasi decisione: il Medico che inoltre, per formazione culturale sua propria, è orientato a fare diagnosi, cosa non prevista ed impossibile da realizzarsi nei tempi dedicati all’esecuzione del Triage.
La funzione del D.E.A o Pronto Soccorso è “garantire risposte ed interventi tempestivi, adeguati ed ottimali ai pazienti giunti in ospedale in modo non programmato per problematiche di emergenza ed urgenza” (SIMEU), di contro il cittadino interpreta il Pronto Soccorso come un servizio, per lo più gratuito, che fornisce una rapida e completa risposta ai propri bisogni sanitari, con prestazioni immediate ed efficienti; nonostante ciò, la riforma dell’assistenza ha spinto l’utenza a rivolgersi al D.E.A. anche per richieste che vanno al di là del soccorso immediato e che dovrebbero essere erogate da altre strutture.
Ne risulta che la maggior parte delle richieste di prestazione è inappropriata ma a questo continuo e rilevante aumento di domanda non vi è stato un corrispondente adeguamento architetturale ed organico con sovraffollamento delle strutture stesse.
Il potere di decidere attribuito all’Infermiere “Triagista” per meglio organizzare i flussi ed i percorsi all’interno del Servizio ha lo scopo di attuare un intervento migliorativo del sistema.
All’operatore che svolge questa funzione e, ricordiamolo è il primo che si trova a fronteggiare le richieste sempre pressanti di chi a lui si rivolge considerando il suo problema quello sicuramente “il più necessario di essere esaminato per primo” non è possibile chiedergli di decidere, stabilire priorità, organizzare percorsi e flussi se sottoposto a reiterate critiche e smentite.
Uno dei risultati possibili che si potrà avere è che l’operatore finisca per prendere le sue decisioni non obbiettivamente, in maniera errata, sulla base dei dati oggettivi presentati dal paziente, ma cercando di prevedere ed evitare le critiche mossegli da chi attua questa appropriazione indebita del suo ruolo, giungendo a compiere delle scelte “condizionate”.
Vittime saranno gli utenti non visitati in base alla gravità clinica attribuita con un ordine prestabilito, vittima sarà l’Infermiere di Triage perdendo la sua credibilità ed il riconoscimento del suo ruolo decisionale; di conseguenza aumenteranno pericolosamente sia l’ingestibilità della Sala di Attesa che l’insoddisfazione degli utenti che dell’Infermiere di Triage.
Alternativa alla vanificazione della sua funzione, per l’Infermiere di Triage è di opporsi alla prevaricazione del suo ruolo, ma la conseguenza diretta sarà il peggioramento contestuale del clima lavorativo con un aumento della conflittualità tra gli operatori e nuocendo pesantemente allo scopo primario del servizio: la cura dell’utente.
L’elaborato vuole portare alla luce quanto il problema sia sentito dagli Infermieri che svolgono tale attività, quanto le loro decisioni siano condizionate da questo atteggiamento, la percezione che gli stessi hanno della loro responsabilità e della loro autonomia decisionale; chiarendo inoltre i motivi che spingono l’operatore medico a osteggiare tale funzione.
Scopo dello studio è identificare quali siano le possibili soluzioni che la leadership Infermieristica può mettere in atto quali correttivi, orientando l’operatore medico alla disponibilità ed adattamento ai cambiamenti organizzativi e l’operatore infermiere alla piena consapevolezza del suo ruolo entrambi mossi dalla finalità di risolvere il problema di colui che a loro si rivolge ed ottenere in oltre un ambiente lavorativo più efficiente, più efficace e più armonico.

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4 Introduzione Da circa trent’anni anni svolgo la mia attività lavorativa di Infermiere in Area Critica e posso dire di aver seguito e condiviso appassionatamente l’evolversi di quella che con orgoglio oggi, posso a pieno titolo, chiamare “professione intellettuale”, percorrendone tutte le tappe di crescita. Purtroppo la trasformazione avvenuta non è ancora stata percepita pienamente dalla società, gli stereotipi consolidati nel comune sentire sono di difficile estirpazione, e ci vorrà ancora parecchio tempo prima che venga riconosciuto da tutti e, non solo a vantaggio di noi operatori, ma soprattutto con giovamento per la società stessa l’arricchimento delle nostre capacità; il sapere di potersi affidare per quanto riguarda anche per l’assistenza, e non solo per diagnosi e terapia ad una professionalità competente, non può che aumentare la serenità di chi, non in salute si rimette al Servizio Sanitario per ristabilirsi. Gli ostacoli al riconoscimento della nuova professionalità sono superabili solo attraverso un impegno da parte dei nostri organi rappresentativi a farci meglio conoscere e da una capillare attività di informazione svolta da tutti noi nei confronti dell’utenza. In Area Critica ed in particolare nel Dipartimento Emergenza Accettazione, dove opera lo scrivente, il maggiore problema che si presenta, e che va a detrimento di tutta l’attività a favore dell’utenza sono i tentativi di screditare, talvolta anche inconsciamente, la “funzione di comando”, in quanto decisionale dell’Infermiere di Triage attuata da altri membri dell’equipe, ed in particolar modo da chi precedentemente aveva sempre ricoperto l’unica funzione deputata a disporre qualsiasi decisione: il Medico che inoltre, per formazione culturale sua propria, è orientato a fare diagnosi, cosa non prevista ed impossibile da realizzarsi nei tempi dedicati all’esecuzione del Triage. La funzione del D.E.A o Pronto Soccorso è “garantire risposte ed interventi tempestivi, adeguati ed ottimali ai pazienti giunti in ospedale in modo non programmato per problematiche di emergenza ed urgenza” (SIMEU), di contro il cittadino interpreta il Pronto Soccorso come un servizio, per lo più gratuito, che fornisce una rapida e completa risposta ai propri bisogni sanitari, con prestazioni immediate ed efficienti; nonostante ciò, la riforma dell’assistenza ha spinto l’utenza a rivolgersi al D.E.A. anche per richieste che vanno al di là del soccorso immediato e che dovrebbero essere erogate da altre strutture. Ne risulta che la maggior parte delle richieste di prestazione è inappropriata, ma a questo continuo e rilevante aumento di domanda non vi è stato un

Tesi di Master

Autore: Giambattista Merlo Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4890 click dal 30/01/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.