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Il procedimento possessorio

Procedimento possessorio - ultime riforme

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INTRODUZIONE La legge di riforma del processo civile n. 353 del 1990 e la soluzione presentata dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite mediante la sentenza del 1998, n. 1984, hanno apportato numerosi problemi interpretativi che continuano ancora oggi, a danneggiare i Tribunali italiani. A distanza di anni, infatti, i Giudici sono chiamati a decidere le sorti dei giudizi di merito nelle ipotesi in cui il Tribunale, all’epoca il Pretore, invece di disporre l’udienza di trattazione per la prosecuzione del giudizio di merito, ha assegnato alla parte favorita un termine perentorio. La complessità di tale problema necessita di una parentesi storica, iniziando proprio dalle origini. L’art. 703 c.p.c., al comma 2 e 3, in particolare, originariamente regolava il procedimento possessorio mediante il rinvio alle norme del procedimento di denuncia di nuova opera e di danno temuto. Il giudizio possessorio, tradizionalmente, era costituito da due fasi, una sommaria e una di merito. L’art. 703 è stato modificato dalla legge del 1990, n. 353, la quale ha sostituito il secondo ed il terzo comma con il rinvio agli articoli 669 bis e ss, riguardanti i procedimenti cautelari. Questa modifica è stata oggetto di molti dibattiti interpretativi, soprattutto per ciò che concerne la struttura del procedimento possessorio, in base al quale i giudici hanno elaborato tre tesi.   1

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Panico Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 858 click dal 29/01/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.