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Economia globale e mercato del lavoro: il caso dello sfruttamento del lavoro minorile in India

Attraverso una breve descrizione del contesto in cui si realizza l’economia globale, verranno analizzati i principi fondamentali di quella che viene oggi più comunemente chiamata globalizzazione economica:
-Liberalizzazione dei mercati; delocalizzazione e rilocalizzazione transnazionale dei processi produttivi delle IM; FDI.
Tenendo in considerazione le istituzioni transnazionali (IMF; WB; WTO; UN ) dei mercati mondiali, ed il ruolo che esse giocano all’interno dei meccanismi di governance globali, si farà riferimento al sistema di relazioni ed interdipendenze che si viene a creare tra soggetti istituzionali ed extra-istituzionali come la società civile organizzata.
In riferimento a quest’ultima, sarà concentrata l’attenzione soprattutto sul fenomeno della mobilitazione per l’abolizione del lavoro minorile descrivendo brevemente le attività e i progetti di alcune organizzazioni non governative dedite alla soluzione, o almeno al miglioramento, della issue in questione. (ad es. Mani Tese).
CAP. II°
Nel II° capitolo si percorreranno le tappe fondamentali della legislazione internazionale relative ai diritti dell’infanzia e, più precisamente, si concentrerà l’attenzione su:
-la strada intrapresa dalle Nazioni Unite dal secondo dopo guerra fino ad arrivare alla Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia (1989) ed alla conseguente formazione del Comitato dei Diritti del Bambino (Comitato dei 10);
-il ruolo dell’ILO nella produzione di trattati internazionali per la regolamentazione del lavoro minorile dalla Convenzione n.5 del 1919 alla Convenzione n. 182 del 1999.
-la posizione dell’UE soprattutto facendo riferimento alla Risoluzione del Parlamento Europeo sullo sfruttamento dei bambini nei paesi in via di sviluppo (2005).
Partendo quindi dai profili regolatori, si esaminerà il Dibattito internazionale sviluppatosi intorno alla issue del lavoro minorile che vede risolversi in tre differenti approcci interpretativi:
1.l’approccio abolizionista (rintracciabile nelle posizioni dell’ILO);
2.l’approccio della valorizzazione critica;
3.l’approccio pragmatico;
Nell’ultimo paragrafo, al fine di dare una panoramica di insieme sulle condizioni dei baby lavoratori e sulle iniziative intraprese dalle organizzazioni della società civile all’interno dei PVS, verranno analizzati i principali sostenitori degli ultimi due approcci precedentemente illustrati: i NATS (Ninos y Adolescentes Trabayadores) per l’approccio della valorizzazione critica, e, per l’approccio pragmatico, tutte quelle Associazioni, Istituzioni o Ong che dal 1999 si sono unite nell’allestimento della Global March contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
CAP. III°
Nel III° ed ultimo capitolo verrà analizzato un caso in particolare: lo sfruttamento del lavoro minorile nelle industrie di taglio e lucidatura di diamanti e gemme preziose in India. Verrà descritto il processo attraverso il quale si è formato e sviluppato il campo della lavorazione delle gemme e il relativo impiego dei minori in questo ambito.
Verranno poi descritti i principali passi compiuti dal governo indiano in materia di lavoro minorile, dalle ratifiche alle “non ratifiche” dei più importanti trattati e convenzioni internazionali.
Successivamente si prenderanno in rassegna le posizioni degli organismi transnazionali in merito, concentrando l’attenzione in particolare sull’Unicef e sull’ILO: quest’ultima, infatti, analizza e denuncia proprio il caso dello sfruttamento minorile in questo tipo di industrie indiane.
Infine, partendo da un più ampio quadro di quella che è la condizione dei minori all’interno del “mondo lavorativo” indiano, si parlerà dell’azione specifica di alcune organizzazioni della società civile internazionali e locali, che, ponendo all’attenzione del governo indiano e delle agende internazionali la issue in oggetto, hanno contribuito, se non alla soluzione, almeno ad un avvio di tutela maggiore per una questione che da anni è considerata la piaga di un grande paese quale l’India.

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3 INTRODUZIONE Oggetto di questa tesi è il lavoro minorile, un fenomeno complesso, dalle mille sfaccettature, di cui il più delle volte si percepiscono solo degli echi lontani che non ci fanno fermare a riflettere sulla reale portata del problema che sembra sempre tanto lontano da quanto si vive quotidianamente. Tuttavia l’argomento in questione, pur se in paesi sviluppati come il nostro rappresenta ormai un “pericolo” rintracciabile solamente in specifici casi e in determinate aree geografiche (ciò non vuol dire che nei paesi industrializzati esso sia un fenomeno ormai debellato), raffigura per molti paesi del sud del mondo una piaga dilagante. E’ questo il caso, soprattutto, dei paesi in via di sviluppo (PVS) dove il problema in oggetto si configura come una questione annosa e dalle dimensioni spesso difficili da definire.1 Nel presente lavoro si cercherà di capire prima di tutto se, in che modo, e attraverso quali meccanismi la globalizzazione economica abbia influito, sempre nell’ambito dei paesi in via di sviluppo, su un grave problema come questo; successivamente si cercherà di analizzare quali siano stati, e soprattutto se si siano verificati, dei miglioramenti e dei progressi relativamente alla sua soluzione, dopo l’intervento delle organizzazioni della società civile organizzata. Si descriveranno, quindi, le azioni e le campagne portate avanti da queste ultime, concentrando l’attenzione sulle risposte che a ciò hanno dato Istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e l’ILO (International Labour Office). Per cercare di spiegare al meglio e più nello specifico il fenomeno di cui trattasi, verrà analizzato, nell’ultimo capitolo, il caso particolare dell’India: la lavorazione 1 www.unicef.it

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Maria Rosaria Travisani Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.