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L'incompletezza contrattuale nelle relazioni economiche e i possibili rimedi

Il lavoro si concentra sulle relazioni economiche fra le aziende. Oggi più che mai le aziende per svilupparsi e crescere hanno bisogno di intraprendere relazioni non competitive basate su rapporti di cooperazione e fiducia con altre imprese. Si pensi a titolo di esempio alle fusioni fra le banche del nostro paese al fine di reggere la concorrenza con gli istituti Europei ed Esteri, oppure agli accordi intrapresi dalle case automobilitstiche per essere più competitivi sul mercato e molti altri casi ancora. Tutto ciò ha sollevato il problema dell'incompletezza contrattuale. Difatti gli accordi contrattualizzati tra le imprese soffrono del non poter prevedere tutti gli aspetti futuri che possono presentarsi nella relazione, (domani l'ambiente muta le esigenze delle parti in gioco cambiano), quindi c'è bisogno di modificare gli accordi. Ma in questa fase può accadere che una parte si comporti in modo opportunistico soprattutto quando ci sono investimenti specifici attuati. Il lavoro parte dalla teoria dei diritti di proprietà e dalla struttura finanziaria come soluzione al problema con un approccio di tipo manageriale.

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Introduzione. Nell’attuale contesto economico è nello specifico, l’impresa sempre di più ha bisogno per essere competitiva in un mercato globale, di avviare relazioni, investire in nuove attività o espandersi al di fuori dei confini internazionali. Negli ultimi anni infatti stiamo assistendo a numerosi casi di imprese che intraprendono progetti in comune soprattutto per sviluppare nuove tecnologie e altre che invece si fondono fondamentalmente per essere più forti e evadere dai propri confini di appartenenza. Da qui nasce l’esigenza di studiare le implicazioni contrattuali stipulati dalle imprese. E’ ormai certo che ogni contratto di per sé lungimirante è incompleto per una serie di ragioni. Primo fra tutti che gli individui hanno una razionalità limitata, quindi è impossibile prevedere ogni cosa da disciplinare nel contratto soprattutto in contesti dove l’ambiente muta velocemente, poi perché l’asimmetria informativa cioè una parte più informata di un'altra tende a comportarsi in maniera opportunistica. Ma le ragioni non finiscono qui perché secondo la teoria dei costi di transazione avviare una relazione produce dei costi. Infine a contribuire in modo preponderante all’incompletezza contrattuale è la presenza di investimenti specifici, investimenti cioè che producono un maggior valore alla relazione e aumentano i guadagni delle parti in gioco. Però investimenti di questo tipo fanno lievitare i costi di transazione e creano un rischio maggiore di opportunismo, che rafforzato dall’impossibilità di prevedere tutto, rende in alcuni casi inefficace intraprendere relazioni con soggetti esterni. La soluzione è acquisire la proprietà secondo la teoria dei diritti di proprietà. Il lavoro parte dalle teorie elaborate in passato e dai loro limiti. Nel capitolo primo vengono esaminate la teoria neoclassica, il rapporto principale- agente e la teoria dei costi di transazione. Il capitolo secondo affronta la teoria dei diritti di proprietà come soluzione all’incompletezza contrattuale. Quest’approccio parte dal presupposto che quando il mercato fallisce la migliore soluzione al problema e acquisire la proprietà dell’attività e quindi dell’impresa. Secondo questa teoria quindi per espandersi ci sono due alternative: l’integrazione mediante l’acquisto della proprietà o avviare relazioni con il mercato. La scelta ricade su cinque valutazioni di fondo o definizioni e l’obiettivo è trovare la struttura che

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Falbo Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

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