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La polizia di prossimità tra processo evolutivo socio-culturale e metodologia di intervento

Le origini del policing affondano in epoche lontane. Si narra che già in epoca tribale, nelle regioni anglosassoni, la sicurezza e l'ordine "sociale" fossero bisogni al pari dei più ben noti legati al sostentamento biologico. Ciò deve indurre la nostra attività cognitiva e di analisi ad annoverare la sicurezza urbana non tanto ad una moda del momento o alla stregua di un mero campo di battaglia mediatica su cui basare un programma politico, bensì al livello di bene vita.

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Prefazione In questi ultimi tempi la tematica inerente la sicurezza urbana ha assunto una rilevanza sempre più significativa dal punto di vista sociale e politico. La sicurezza urbana deve essere considerata come un bene essenziale per la tranquillità di ogni cittadino e per una convivenza civile capace di ridurre e governare i conflitti. Essa non può essere rappresentata come un bene fornito e garantito dagli organi dello Stato del quale i cittadini sono semplici fruitori. Essa invece è un bene che va costruito insieme, con la partecipazione di tutti gli attori della vita cittadina, ovvero le cariche istituzionali presenti sul territorio locale (prefetto, questore, responsabili delle FF.PP., sindaco, polizia locale, associazioni, ecc.). Per realizzarla occorre attivare un’insieme articolato di strumenti e di metodi di regolazione della convivenza sociale. Nella Polizia di Prossimità deve essere privilegiato il controllo del territorio “conoscitivo” che penetra nel tessuto del territorio stesso ed apre la via all’investigazione, quindi ad una maggiore identificazione degli autori dei reati. Il controllo conoscitivo del territorio si sviluppa come controllo relazionale: occorre realizzare una “coscienza-conoscenza” costruita insieme dell’ambiente, della localizzazione dei servizi, delle zone del territorio non solo con i cittadini ma anche con le realtà positive che in ogni zona sicuramente esistono (centri culturali, associazioni, scuole, circoscrizioni, comitati, volontariato, ecc.). Per agire razionalmente, ed in modo efficace è necessario sviluppare conoscenze, attraverso l’attività di ricerca, di documentazione, di formazione. Quando si agisce nei confronti di una comunità è oltremodo importante conoscere, prevedere, valutare gli effetti che derivano dalla propria azione. Quindi la formazione in primo luogo deve essere considerata una leva importante per promuovere una cultura della sicurezza, ma non basta; principalmente occorre mirare alla promozione di una cultura della prevenzione tra gli operatori anche della polizia locale, dilatando il sapere professionale verso l’analisi del disagio, della devianza sociale e della vittimologia. È indubbio che la legalità parte dalle piccole cose, ed è per questa semplice ragione che il poco di tutti i consociati è necessario, se non addirittura fondamentale, per la riuscita di una volontà politica nata nel dicembre del 2002. 1

Tesi di Master

Autore: Massimo Ballerino Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1647 click dal 10/02/2009.

 

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