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Autismo: il metodo Teacch

Informazioni tesi

  Autore: Floriana Fisichella
  Tipo: Tesi di Master
Master in Valutazione e intervento nelle disabilità intellettive
Anno: 2007
Docente/Relatore: Graziella Trubia
Istituito da: Università Kore in collaborazione con l'IRCSS di Troina (En)
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 28

L’autismo è un disturbo dello sviluppo che si manifesta entro i due o tre anni di vita quando il bambino perde la capacità di comunicare, il linguaggio inizia a regredire ed egli non è più in grado di relazionarsi con gli altri.
Sono stati fatti molti studi sulle cause che provocano il disturbo autistico ma, ancora oggi, non sono state individuate le cause che lo provocano.
E’ necessario, quindi, che la ricerca continui al fine di arrivare a conoscere le cause e scoprire delle cure migliori per affrontare l’autismo.
Nella maggior parte dei soggetti autistici si verifica anche ritardo mentale, generalmente di grado medio, ma vi è una minoranza di persone che ha un’intelligenza normale o quasi normale; il soggetto autistico è una persona con un tipo particolare di handicap. A caratterizzare l’autismo sono le difficoltà a comprendere e usare le modalità sociali e comunicative.
E’ importante mettere in evidenza che la descrizione dell’autismo continua a essere uguale dagli studi di Kanner a oggi, ma è cambiato il concetto che riguarda la natura dell’autismo: un handicap e non un rifiuto o un blocco psicologico. I genitori non sono la causa di origine del disturbo, sono persone che a un certo punto scoprono che il loro bambino ha difficoltà particolari e devono adattarsi a convivere con l’autismo.

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3 Introduzione L’autismo è un disturbo dello sviluppo che si manifesta entro i due o tre anni di vita quando il bambino perde la capacità di comunicare, il linguaggio inizia a regredire ed egli non è più in grado di relazionarsi con gli altri. Sono stati fatti molti studi sulle cause che provocano il disturbo autistico ma, ancora oggi, non sono state individuate le cause che lo provocano. E’ necessario, quindi, che la ricerca continui al fine di arrivare a conoscere le cause e scoprire delle cure migliori per affrontare l’autismo. Nella maggior parte dei soggetti autistici si verifica anche ritardo mentale, generalmente di grado medio, ma vi è una minoranza di persone che ha un’intelligenza normale o quasi normale; il soggetto autistico è una persona con un tipo particolare di handicap. A caratterizzare l’autismo sono le difficoltà a comprendere e usare le modalità sociali e comunicative. E’ importante mettere in evidenza che la descrizione dell’autismo continua a essere uguale dagli studi di Kanner a oggi, ma è cambiato il concetto che riguarda la natura dell’autismo: un handicap e non un rifiuto o un blocco psicologico. I genitori non sono la causa di origine del disturbo, sono persone che a un certo punto scoprono che il loro bambino ha difficoltà particolari e devono adattarsi a convivere con l’autismo. Che cos’è l’autismo Le cause del disturbo autistico sono ancora incerte; si pensa, però, che potrebbero incidere i fattori genetici, biochimici e ambientali. Tuttavia, l’autismo è definito come un disturbo che interessa la funzione cerebrale, compare nei primi tre anni di vita e colpisce soprattutto i maschi. Gli studi svolti sinora ci fanno intendere che il cervello dei bambini autistici si sviluppa nei primi due anni in maniera molto prematura per arrivare ad una vera e propria stabilizzazione. Durante l’adolescenza non si evidenziano differenze fisiche di sviluppo rispetto ai coetanei normali, eccetto la circonferenza del cranio (più grande negli autistici) a causa dello sviluppo troppo prematuro avvenuto nel periodo infantile. Da ciò ne consegue una confusione nel sistema cerebrale che determina anomalie e deficit nell’interazione sociale, nella comunicazione e nel repertorio delle attività e degli interessi. Storia dell’autismo La parola autismo deriva dal greco autùs che significa se stesso e, come malattia o modello particolare di struttura psichica, si evidenzia drammaticamente per l’isolamento, la carenza affettiva, la scomparsa dell’iniziativa, le difficoltà psicomotorie, il mancato sviluppo del linguaggio. Il primo a parlare di autismo fu Leo Kanner, un medico del John Hopkins Hospital, che, nel 1943, aveva riconosciuto questo disturbo in 11 dei pazienti ricoverati nell’ospedale presso cui lavorava. Inizialmente, aveva notato nei pazienti delle anormalità che lo conducevano a sospettare un problema neurologico. Successivamente alla pubblicazione di un articolo in una rivista specializzata, venne contattato da alcune famiglie benestanti e con un alto livello di istruzione degli Stati Uniti. In seguito a ciò, Kanner elaborò una vera e propria Teoria psicogenetica, in cui sostenne che l’autismo fosse una particolarità della classe sociale elevata, ove la madre è laureata e

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