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Diagnosi dei principali virus e batteri atipici in pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è la quarta tra le principali cause di morte nel mondo; la sua prevalenza è destinata ad aumentare nei prossimi decenni ed è stato calcolato che nel 2020 essa raggiungerà il terzo posto. La sua prevalenza varia da paese a paese e in Italia è stato stimato che il 5% della popolazione adulta ne è affetta. Tuttavia si ritiene che tali dati rappresentino una sottostima della reale prevalenza della malattia.
Le riacutizzazioni della BPCO, indipendentemente dalla loro causa, rappresentano un evento drammatico nel decorso della malattia: il progressivo declino della funzione respiratoria, tipico della malattia, si aggrava in corso di riacutizzazione in modo più o meno reversibile. Batteri, virus, fumo di sigaretta e agenti ambientali sono stati ipotizzati come i fattori causali delle riacutizzazioni. Studi recenti su pazienti ospedalizzati per quadri di riacutizzazione grave, hanno mostrato la presenza di infezione virale nel 48,4% dei casi e di quella batterica nel 54,7%. Le riacutizzazioni di origine virale richiedono un tempo di risoluzione maggiore, anche perchè spesso inducono una sovrainfezione batterica.
In questo contesto, abbiamo condotto uno studio per valutare l’incidenza di alcuni virus respiratori (Adenovirus, Virus Respiratorio Sinciziale, Influenza Virus A e B, Parainfluenza Virus 1,2,3) e di batteri atipici (Clamydophila pneumoniae e Mycoplasma pneumoniae) in 20 soggetti con BPCO durante riacutizzazione e nella successiva fase stazionaria, al fine di determinarne il ruolo nella malattia. A tale scopo sono stati analizzati escreato e lavaggio nasale di ciascun paziente ottenuti in fase acuta e in fase stazionaria (20 giorni dopo la fine della terapia) mediante PCR Real-Time.
I dati ottenuti hanno rilevato che, in campioni raccolti in fase di riacutizzazione, la presenza di virus è stata riscontrata nel 25% dei campioni provenienti dalle alte vie respiratorie (lavaggio nasale) e nel 21% dei campioni provenienti dalle basse vie (escreato). In fase stazionaria, i virus sono stati riscontrati nel 28,5 % dei campioni provenienti dalle basse vie respiratorie e nel 7,14% dei campioni provenienti dalle alte vie. In particolare, i virus maggiormente riscontrati sono stati Adenovirus e Influenza virus di tipo B. Adenovirus è stato riscontrato con una percentuale pari al 10% in lavaggio nasale e in escreato durante la fase acuta, e al 14% in escreato durante la fase stazionaria. Influenza virus di tipo B si è presentato con una frequenza del 5,2% in lavaggio nasale e 15% in escreato durante la fase acuta e, in fase stazionaria con una frequenza del 14,3% e del 7,14% rispettivamente in escreato e lavaggio nasale.
In nessuno dei campioni esaminati sono stati riscontrati batteri atipici.
I nostri dati confermano quanto riportato da altri Autori, riconoscendo all’infezione virale un ruolo importante nella malattia. Dal punto di vista analitico, inoltre, la PCR Real-Time si è dimostrata di grande utilità nella ricerca virale da campioni di escreato e lavaggio nasale di pazienti affetti da BPCO.

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3 RIASSUNTO La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è la quarta tra le principali cause di morte nel mondo; la sua prevalenza è destinata ad aumentare nei prossimi decenni ed è stato calcolato che nel 2020 essa raggiungerà il terzo posto. La sua prevalenza varia da paese a paese e in Italia è stato stimato che il 5% della popolazione adulta ne è affetta. Tuttavia si ritiene che tali dati rappresentino una sottostima della reale prevalenza della malattia. Le riacutizzazioni della BPCO, indipendentemente dalla loro causa, rappresentano un evento drammatico nel decorso della malattia: il progressivo declino della funzione respiratoria, tipico della malattia, si aggrava in corso di riacutizzazione in modo più o meno reversibile. Batteri, virus, fumo di sigaretta e agenti ambientali sono stati ipotizzati come i fattori causali delle riacutizzazioni. Studi recenti su pazienti ospedalizzati per quadri di riacutizzazione grave, hanno mostrato la presenza di infezione virale nel 48,4% dei casi e di quella batterica nel 54,7%. Le riacutizzazioni di origine virale richiedono un tempo di risoluzione maggiore, anche perchè spesso inducono una sovrainfezione batterica. In questo contesto, abbiamo condotto uno studio per valutare l’incidenza di alcuni virus respiratori (Adenovirus, Virus Respiratorio Sinciziale, Influenza Virus A e B, Parainfluenza Virus 1,2,3) e di batteri atipici (Clamydophila pneumoniae e Mycoplasma pneumoniae) in 20 soggetti con BPCO durante riacutizzazione e nella successiva fase stazionaria, al fine di determinarne il ruolo nella malattia. A

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Sara Zanini Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2031 click dal 17/02/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.