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Il ''Corriere della Sera'' e le elezioni europee del 1979


Il progetto realizzato è un’analisi storico-politico-giornalistica, è partita da uno stage che ho fatto presso il Crie, il centro di ricerca europeo dell’Università di Siena, durante il quale ho creato un database, dove ho raccolto la rassegna stampa degli articoli pubblicati dal Corriere della Sera in merito alle elezioni europee dal 1979 al 2004. Successivamente ho utilizzato una parte di questi dati, quelli relativi alle elezioni del 1979, per la mia tesi triennale.
Il testo è composto da tre capitoli: il primo è un’introduzione generale del lungo percorso verso il voto europeo in Italia, vengono analizzate le percentuali dei partiti italiani nelle consultazioni del 1979, dei candidati delle singole circoscrizioni, e l’attribuzione dei seggi europarlamentari. Nel secondo capitolo viene fatta l’analisi giornalistica, attraverso l’ausilio dei dati raccolti ho esaminato come il Corriere della Sera ha trattato l’argomento. In particolare viene osservato il numero di articoli pubblicati durante l’arco delle elezioni europee del 1979, con quale cadenza mensile e quale tipologia di articoli (editoriale, cronaca politica o intervista). La stessa analisi viene fatta anche per i mesi immediatamente successivi al voto. Il terzo capitolo è invece un’analisi comparata degli altri paesi, su come hanno affrontato il primo voto europeo: Inghilterra, Irlanda, Francia, Germania Federale, Belgio, Olanda, Danimarca e Lussemburgo.

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INTRODUZIONE In Italia il voto europeo del 1979 coincide con la crisi politica interna e con le elezioni anticipate. La concomitanza di queste due consultazioni domina la scena politica. In particolare la decisione della data delle elezioni anticipate , da collocare prima o insieme alle europee, desta preoccupazione e genera disorientamento nell’opinione pubblica e contrasti tra i politici. Per trattare questi avvenimenti è stato scelto il “Corriere della Sera” come linea di collegamento tra l’opinione pubblica e la classe politica. Analizzeremo come il quotidiano informa gli italiani sul voto europeo, ma prima è fondamentale tracciare un quadro completo delle cause che generano questo clima politico in Italia. La crisi politica interna del 1979, che come abbiamo accennato sopra si riflette ed in certo qual modo ingloba la prima competizione elettorale europea, è solo l’ultimo atto di una vicenda che affonda le sue radici in problemi più lontani nel tempo. La sua premessa è in primo luogo il riflusso della lunga stagione sessantottesca attraversata dalla società civile italiana, che provoca una discrasia tra classe politica e popolazione che sarà visibile nella rincorsa della prima per accontentare la seconda. I primi anni ’70 sono infatti dominati dalle grandi riforme sociali ormai rese necessarie dai cambiamenti provocati dalle agitazioni del ’68. Conseguenze delle spinte e “pretese” sociali sono l’approvazione delle seguenti riforme: lo Statuto dei lavoratori (1970), la legge sul divorzio (1970), la riforma fiscale con l’introduzione dell’Irpef (1971), l’obiezione di coscienza (1972), il voto ai diciottenni (1974), il nuovo diritto di famiglia che riconosce parità ai coniugi (1975), la legge sull’aborto libero e gratuito (1978) e infine l’introduzione del sistema sanitario nazionale che garantisce assistenza pubblica gratuita a tutti i cittadini (1979) 1 . Il ’68 ha quindi dato una scossa al nostro paese che sul piano sociale e culturale ha fatto notevoli passi avanti. Le riforme civili e sociali elencate sopra ne sono una testimonianza. Ma a livello politico l’evoluzione non si è verificata. La spinta sociale non è riuscita a mutare il modo di far politica. Perciò la delusione per il mancato cambiamento della classe politica si trascina nei giovani come 1 Giuseppe Mammarella, L’Italia contemporanea, Vol. 5, Bologna, Il Mulino, 1998, pg 454. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Daveri Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.