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La ricchezza femminile: uno studio sull'élite milanese dell'800

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Nosari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e amministrazione delle imprese
  Relatore: Stefania Licini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

A Milano, nel corso della seconda metà dell'ottocento, era in pieno svolgimento il processo storico noto come Rivoluzione Industriale. Tale processo, che ha coinvolto la maggior parte del mondo occidentale, è stato analizzato e indagato in ogni suo dettaglio.
Tuttavia, solo recentemente, storici ed economisti si sono dedicati con particolare fervore allo studio degli effetti che la crescita economica ha prodotto sui livelli di distribuzione della ricchezza, nel passaggio da economie prevalentemente agrarie ad economie industrializzate. La storiografia di genere, più interessata a valutare specificità e carattere del lavoro femminile, non ha dedicato molta attenzione alle donne dell’èlite e allo studio della loro ricchezza. A tale argomento è dedicato il presente lavoro, che si presenta come completamento del più vasto studio sulla distribuzione della ricchezza in Milano tra il 1862 e il 1900.
La fonte archivistica prescelta è quella che, nell'opinione della maggior parte degli storici, meglio di ogni altra si presta allo studio delle dinamiche distributive delle società del passato: le dichiarazioni di successione.
Informazioni tratte dalle dichiarazioni di successione del 1862 e del 1900 sono state inserite in un database con tutti i dettagli, riguardanti l’attivo patrimoniale, registrati sulle denunce post mortem, intestate a donne milionarie, e presentate presso l’Ufficio del Registro di Milano in quegli stessi anni. L’analisi delle informazioni disponibili ha evidenziato l’importanza, nell’ambito della struttura economica e sociale del tempo, della ricchezza femminile e ne ha, in parte, chiarito modalità e direzioni d’impiego.

Paolo Nosari

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3Introduzione Questo lavoro ha lo scopo di sviluppare alcune considerazioni sulla distribuzione della ricchezza famigliare del capoluogo milanese nella seconda metà del diciannovesimo secolo da un punto di vista ancora un po’ in ombra: la componente femminile, sia borghese sia aristocratica. Poco si sa, in particolare, della componente femminile della classe media, ossia del ceto i cui esponenti di sesso maschile, nella loro qualità di proprietari, mercanti, banchieri ed industriali sono stati sotto ogni angolatura studiati e da più parti celebrati. La donna ‘borghese’ ha ricevuto scarsa attenzione da parte degli studiosi, interessati alla comprensione del processo di industrializzazione e più in generale dei meccanismi della crescita economica del secolo XIX 1. Pur pesantemente limitate da legislazioni che ne restringevano lo spazio di azione, sia sul fronte della vita pubblica sia su quello dell’attività economica, le donne appartenenti all’élite hanno contribuito in modo significativo a sostenere lo sviluppo del mondo occidentale. Per verificare tale assunto, e per rimediare alle vistose lacune della letteratura, soprattutto italiana, in tema di storia delle donne, si è fatto ricorso alla fonte archivistica che meglio di ogni altra consente di indagare sui ricchi e sulla ricchezza del passato: le dichiarazioni di successione2. 1 Nello studio del ruolo economico delle donne, la storiografia di genere si è soffermata soprattutto sulla loro attività di lavoratrici, al loro agire in qualità di proprietarie, invece, è stato dedicato un numero relativamente limitato di lavori, tra i quali vale la pena di ricordare il pionieristico L. Davidoff and C. Hall, Family Fortunes. Men and women of the English middle class, 1780-1850. (London, 1987) ed i più recenti A. L. Erickson, Women and propert y in Early Modern England. (London, 1993), A. Goransson, ‘Gender and property Rights: Capital, Kin and Owner Influence in Nineteenth-and Twentieth- Century Sweden’, Business History, 2 (1993), ora anche in M. A. Yeager, ed. Women in Business. (Bodmin, Cornwall, 1999), P. Lane, ‘Women, property and inheritance: wealth creation and income generation in small English towns, 1750-1835’ e D. R. Green, ‘Indipendent Women, wealth and wills in nineteenth-century London’, entrambi in Urban Fortunes. Property and Inheritance in the Town, 1700- 1900, J. Stobart and A. Owens, ed. (Aldershot, 2000), M. Agren, ‘Contracts for the Old or Gifts for the Young? On the use of Wills in Early Modern Sweden’, Scandinavian Journal of History, 3 (2000), A. Owens, ‘Property, gender and the life course: inheritance and family wealfare provision in early nineteenth-century England’, Social History, 3 (2001) D. R. Green and A. Owens, ‘Gentlewomanly capitalism? Spinsters, widows and wealth holding in England and Wales, c. 1800-1860’, Economic History Review, 3 (2003). 2 Questo genere di documentazione, disponibile, seppure con caratteristiche diverse, in tutti i paesi del mondo occidentale, è stata utilizzata da molti economisti e scienziati sociali interessati alla distribuzione della ricchezza individuale nel lungo periodo: tra gli innumerevoli lavori pubblicati sull’argomento, basti qui richiamare le opere di sintesi A. B. Atkinson and F. Bourguignon, eds. Handbook of income Distribution (Oxford, 2000) e Y. S. Brenner, H. Kaeble and M. Thomas, eds.

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Parole chiave

1862-1900
donne
donne milano
elitè milanese
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ricchezza

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